Aiga scrive una lettera alla ministra Cartabia. De Angelis: «Oltre a compromettere il diritto alla difesa si tratta di interruzione di pubblico servizio»
uomo con cartello di stop

Blocco portale servizi telematici, Aiga: «Interruzione di pubblico servizio»

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Una situazione insostenibile quella che riguarda il malfunzionamento del portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia. Un blocco che «ci impedisce di svolgere regolarmente l'attività professionale a causa delle continue, prolungate e ripetute interruzioni del servizio». Per questo l'Aiga del presidente Antonio De Angelis scrive una missiva indirizzata alla neo ministra della Giustizia, Marta Cartabia. «Tutto ciò comporta inevitabilmente una compromissione non solo del diritto di difesa e del diritto al lavoro - spiega - ma configura a tutti gli effetti un'interruzione di pubblico servizio. Per usare una metafora, è come se le cancellerie dei Tribunali fossero sempre chiuse». L'associazione dà la disponibilità a collaborare attivamente con il Ministero per fornire l'esperienza concreta da parte degli operatori della giustizia, con l'augurio che «il sistema del portale pst.giustizia.it venga al più presto potenziato, anche - ma non solo - utilizzando i fondi del Next Generation EU».

Blocco Pts, le conseguenze in campo civile

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Nel campo civile i continui blocchi comportano l'impossibilità di «accedere ai fascicoli informatici, di effettuare una semplice consultazione dei registi pubblici e di provvedere al pagamento telematico del Contributo Unificato indispensabile per iscrivere le cause a ruolo». Il deposito degli atti è comunque consentito, ma di fatto l'impossibilità di aggiornare i registri di cancelleria impedisce al personale di "scaricare" le c.d. buste", originano, in tal modo, un effetto a catena con continui ritardi nell'inserimento degli atti nei relativi fascicoli.

Blocco Pts, le conseguenze in campo penale

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Peggiore è la situazione in campo penale, se si considera che una serie di atti, tra cui la richiesta di interrogatorio ex art. 415 bis c.p., le querele/denunce e le opposizioni a richieste di archiviazione, devono essere depositate obbligatoriamente ed esclusivamente con modalità telematica. Quindi, in caso di interruzione del servizio, «gli avvocati si trovano nell'impossibilità di depositare gli atti visto che molte Procure non accettano più il deposito cartaceo e, ove accettato, spesso manca il funzionario per mettere la firma del depositato a causa della grave carenza del personale».

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Foto: 123rf.com
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