Medico responsabile anche se la prognosi è infausta
Avv. Valeria Zeppilli |

Medico responsabile anche se la prognosi è infausta

Il codice di deontologia medica impone ai sanitari di non abbandonare mai i propri pazienti, neanche in caso di prognosi infausta

Obbligo di assistere il paziente

L'articolo 39 del codice di deontologia medica impone a tutti i medici di prestare assistenza ai pazienti con prognosi infausta o con definitiva compromissione dello stato di coscienza.

I sanitari, infatti, anche di fronte a tale quadro clinico devono continuare ad assistere il malato e non possono abbandonarlo.

Volontà, dignità e qualità della vita

Se il paziente si trova in condizioni terminali, l'opera del sanitario che non voglia incorrere in responsabilità deontologica deve essere improntata alla sedazione del dolore e al sollievo delle sofferenze.

Nel farlo, il medico deve tutelare sempre la volontà, la dignità e la qualità della vita dell'assistito.

Compromissione dello stato di coscienza del paziente

Il codice deontologico non si ferma qui, ma va oltre occupandosi anche dell'ipotesi di definitiva compromissione dello stato di coscienza del paziente.

In tal caso il medico è tenuto a proseguire nella terapia del dolore e nelle cure palliative e ad attuare i trattamenti di sostegno delle funzioni vitali, almeno sino a che questi sono ritenuti proporzionati.

Nel farlo, in ogni caso, deve tenere conto delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Vai alla guida Il testamento biologico)


Avv. Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli

Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi – Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università “G. D'Annunzio” di Chieti – Pescara.


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