La Consulta Nazionale delle Associazioni degli Amministratori di Condominio si appella all'opinione pubblica e alle istituzioni per una proroga del superbonus
Facciata di un palazzo vista dal vasso

Nuovi dpcm, nessun chiaro riferimento alle assemblee condominiali

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Arriva dalla Consulta Nazionale delle Associazioni degli Amministratori di Condominio la richiesta di prorogare il Superbonus al 2023. La richiesta viene da ABICONF, AIAC, ANAMMI, ANAPI, APAC, ARAI, MAPI e parte della premessa del peggioramento dell'emergenza sanitaria e dal fatto che si assiste al contagio nei momenti di aggregazione tra le persone non appena le precauzioni delle mascherine, lavaggio delle mani o distanziamento vengono meno. Mentre da un lato i recenti DPCM hanno bloccato i congressi ed i convegni nulla viene specificato sulle assemblee di condominio se non il generico riferimento alle "riunioni private" per le quali è fortemente raccomandato di svolgerle da remoto (art. 9, lettera o DPCM 3 novembre 2020)! La circolare del Ministero dell'Interno del 20 ottobre 2020, ad interpretazione del DPCM del 19 ottobre 2020) ha poi assimilato queste riunioni private alle assemblee di condominio. Per le assemblee di Condominio da remoto, «l'infausta formulazione della legge 126 del 13 ottobre 2020, con la quale si è modificato l'articolo 66 delle disposizioni di attuazione al codice civile introducendo l'assemblea in videoconferenza» strumento tuttavia di difficilissimo utilizzo soprattutto nei Condomini di medio-grande dimensione per la palese difficoltà di reperire il preventivo consenso di tutti i condomini, richiesto per legge.

Condominio, le modalità delle riunioni in presenza

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Le riunioni in presenza dunque potranno avvenire solo verificata l'impossibilità di tenerle da remoto, in spazi sufficientemente capienti a mantenere la distanza interpersonale di un metro, preventivamente sanificati ed opportunamente attrezzati per le entrate e le uscite (senza assembramento) e con i mezzi di amplificazione della voce sufficienti a far ascoltare ed intervenire il pubblico in forma statica. I partecipanti dovranno, difatti, sempre tenere la distanza interpersonale di un metro e la mascherina (art. 1, comma 1 e 2 DPCM 3 novembre 2020), evidenzia la Consulta. Modalità da raccordare ulteriormente con « i periodi serali per i quali non sono ammessi spostamenti se non per comprovate ragioni di lavoro, salute e necessità (art. 1, comma 3 DPCM 3 novembre 2020)».

La stessa Consulta fa presente che sono pochissimi i casi in cui possono essere soddisfatte le condizioni previste dalla legge e, oltretutto «La gran parte dei soggetti che compongono il Condominio sono soggetti anziani, con patologie che acuiscono il rischio dell'infezione, che hanno problemi a spostarsi con l'automobile nei luoghi eventualmente disponibili per le assemblee».

Condominio, le riunioni sul Superbonus

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Tornando alla questione principale, la Consulta, dati alla mano, fa sapere che «Gran parte delle richieste per le assemblee di condominio è per la questione del Super eco bonus. Tra l'altro come, noto agli addetti ai lavori, la decisione spesso non si esaurisce in una riunione occorrendone diverse per la comprensione della tematica e le decisioni conseguenti».

La stessa normativa, dal momento dell'uscita, il mese di aprile, ha trovato chiarimenti solo ad ottobre. Inoltre solo adesso «si stanno delineando solo ora alcuni aspetti interpretativi ed in questo periodo stanno nascendo diverse offerte di banche, società energetiche e gruppi di imprese che vanno compiutamente studiati».

Condominio ed ecobonus, le richieste della Consulta

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Partendo da questo dato di fatto, la consulta spiega che «L'attuale scadenza al 31 dicembre 2021 non è compatibile con i tempi decisionali, istruttori e di realizzazione delle opere per la gran parte degli stabili in Condominio - da qui la necessità di - una proroga al 2023 di tutti gli incentivi fiscali, per evitare che i cittadini corrano inutili rischi nel riunirsi in assemblea, in modo che che tutti gli interessati riescano effettivamente a cogliere l'incentivo fiscale ed anche le imprese possano così programmare i lavori».

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