"Non può esserci libertà senza libertà economica" diceva Margaret Thatcher, dandoci lo spunto per fare alcune riflessioni sulle reti globalizzate
uomo indica rete sociale globale

Esigenze imprenditoriali e mancate risposte

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Le PMI, le Organizzazioni Pubbliche e Private, a qualsiasi livello, esprimono costantemente nuove esigenze che non trovano risposte immediate e specifiche: migliaia di lodevoli iniziative in tutti i settori di attività della vita si perdono, a totale vantaggio di gruppi di potere e di interesse che raggiungono obiettivi solamente mirati alle proprie logiche, senza la reale consistenza di azioni valide ai presupposti di continuazione, bensì orientati al conseguimento di visibilità immediata, economie immediate, obiettivi limitati. Ciò accade sia in Italia che all'estero.

A risentirne sono tutti i settori della vita economica di uno Stato e le proprie risorse, siano esse umane, finanziare e produttive: si perdono finanziamenti, progetti, idee; si distruggono reti, gruppi, organizzazioni; si crea disinteresse nella società, nell'economia; si demotivano intere classi sociali e si crea povertà a sfavore della massa e ricchezza a favore di pochi (già ricchi), ed a sfavore dei giovani.

La nuova globalizzazione

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La globalizzazione che ha alimentato gli ultimi decenni del novecento non può dirsi finita, semplicemente non è più la stessa globalizzazione. Si era determinato un pensiero comune che la stessa velocità di trasmissione delle merci, dei prodotti, dei contratti, delle idee, delle immagini, dei suoni e delle politiche ha messo in soffitta; oggi si parla di globalizzazione regionale, di aree di competizione geo economiche, di competizione lumaca e si individuano le cause nei vari fenomeni di carattere socio-politico che localmente si determinano.

In effetti i tecnici, gli economisti, gli specialisti e quanti si sono occupati di globalizzazione, hanno guardato le dinamiche locali ed hanno cercato di globalizzare anche loro teorie, concetti, presupposti ed aspettative secondo questa e quella richiesta della "mano invisibile" di Smithiana memoria, senza considerare una lettura atomizzata degli effetti che ciascun territorio ha profuso con la scelta protezionistica dello stesso che avrebbe permesso una migliore governance politica.

Ma la nuova globalizzazione sarà il mutamento della visione capitalistica che si ripeterà e confermerà sotto altri paradigmi ed altre facce; sarà il risultato dell'assemblaggio della concettualistica economica, con quella sociale e culturale e genererà nuove forme di interessi e bisogni che produrranno nuove metodologie di scambio e di ricchezza. Tali concetti verranno riformulati: lo scambio non sarà più quello economico che implica l'utilizzo di ricchezza, bensì sarà fortemente legato alla utilità capitalistica e non più alla ofelimità; allo stesso modo la ricchezza non sarà più legata alla variazione della domanda aggregata causata da una variazione nel valore reale della stessa, ma al paradigma dei bisogni primari dell'individuo che saranno generati dall'utilitarismo del vivere bene.

Il capitalismo assumerà la sembianze di quel sociale, votato all'etica Benthamiana che viene impostandosi sul principio quantitativo secondo cui "il bene è la maggior felicità rispetto al maggior numero", superando così il limite egoistico nella concezione dell'utile.

I cambiamenti dell'economia

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In tale scenario dovranno essere riviste le formule che hanno governato l'attuale economia, ad iniziare proprio dal P.I.L. (prodotto interno lordo) che misura la quantità prodotta ma non la qualità; sappiamo che in un mondo globalizzato sono i servizi offerti a farla da padroni, cosicché la genialità del PIL rimane nel compattare tutto in un unico numero grande, e quindi facile da capire, ma anche falso e contraddittorio: difatti il PIL "contiene tutto". Il Prodotto Interno Lordo, attualmente giudica positivamente i governi solo se esso aumenta, ma è una misura fuorviante perché determina la creazione delle politiche di crescita senza criterio: importante è che aumenti la produzione….. - vi lascio immaginare un eccesso di produzione invenduto per effetto di politiche di marketing globale errate, così come la mancanza di qualità nella produzione e la creazione di sottoprodotti……

Così come anche l'influenza del credito sui processi produttivi e quindi delle banche, non avrà più un elevato spazio di azione per supportare la competitività delle industrie nazionali - in particolare per le imprese di minori dimensioni - in quanto le decisioni di investimento in capitale fisico, saranno assunte all'interno delle aree di attrattività che risulteranno indefinibili: tali aree graviteranno all'interno di processi di rete allargata e non più di attrazione geopolitica.

La nuova veste imporrà dei cambiamenti nella metodologia di definizione dei concetti di Macro e Micro Economia; qualsiasi entità microeconomica potrà essere un centro macroeconomico che genererà attività a favore o svantaggio di altre zone micro o macro economiche, così come, viceversa, qualsiasi entità macroeconomica potrà generare vantaggio o svantaggio e subire gli effetti delle azioni microeconomiche non di area.

Le future aree di attrazione economica

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Questo comporterà quindi la creazione di nuove aree di attrazione geopoliticamente indefinibili, nondimeno sotto i presupposti geografici; il livello di attrazione non sarà più definito dalla distanza, dalla segmentazione dei mercati, dalle classi di prodotto, dalla domanda ed offerta etc., secondo le classiche teorizzazioni, bensì dalla capacità di generazione di valore aggiunto al Capitalismo stesso. Salterà la teoria della "Pauperizzazione", in quanto, localmente, gli individui entreranno in gioco annullando i presupposti della concentrazione e della razionalizzazione; così come la Teoria Marxista della "Caduta tendenziale del saggio di profitto" non porterà al crollo del sistema, in quanto la dinamica del capitalismo, dominata da variazioni delle aree micro e macro economiche non minerà più la "composizione organica del capitale" e quindi il territorio dove la stessa di realizza.

Le nuove aree si aggregheranno, in rete, sulla base di interessi capitalistici comuni e genereranno micro e macro economia che verrà riversata sui sistemi nazionali creando ricchezza interna, non più misurabile tradizionalmente. Si definiranno così panieri più piccoli, misurazioni disaggregate su specifici temi che ci permetteranno di avere un'istantanea più sofisticata sull'andamento delle nostre economie.

L'algoritmo VSL2

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Questa non è utopia economica, in quanto, per ottenere tali risultati, uno strumento è già stato realizzato e validato. L'algoritmo VSL2 con derivazione dalla econofisica, utilizzando le teorie della probabilità ed i modelli matematici della fisica statistica, è in grado di intervenire sulle proprietà quantitative dei sistemi economici complessi (costituiti da un gran numero di unità territoriali articolate) rappresentati dall'assemblaggio di unità semplici o umane. Attraverso il comportamento universale di un singolo mercato, definito su base di rete, come un sistema aperto, si mescolano nuove informazioni interne con nuovi livelli di interesse esterno che, a loro volta, generano nuovi investimenti, quasi come input di energia e particelle nella fisica quantistica.

L'algoritmo funziona utilizzando i concetti di ridimensionamento dei mercati e di allargamento degli stessi in rete secondo la teoria delle probabilità, considerando i fenomeni critici e turbolenti, creando fluidità nei processi di sviluppo delle costanti di ragguaglio della ricchezza fra territori. Questi risultati vengono quindi applicati alle serie temporali finanziarie. Attraverso un modello stocastico, di nuova creazione, che mostra molte delle proprietà statistiche osservate nei dati ottenuti, ed utilizzando algoritmi prodotti dalla fisica statistica come dinamiche stocastiche, correlazioni a breve e lungo raggio, auto-similarità e ridimensionamento, si determina una comprensione del comportamento globale dei sistemi economici e la loro migliore interazione, senza dover prima elaborare una descrizione microscopica dettagliata del sistema stesso considerato.

La descrizione dei sistemi composti da un numero enorme di sottosistemi di rete, interagenti, crea il sottosistema economico ideale e la sua localizzazione produrrà un sistema macroeconomico a sé stante capace di produrre ricchezza macroeconomica che si interfaccerà con le micro e macro economie esistenti e nuove.

Il risultato ottenuto attraverso l'uso di questo algoritmo sarà quello di definire e formulare le azioni che dovranno essere compiute per lo sviluppo del territorio nella nuova area di attrazione in rete, mediante la loro parametrizzazione, sulla base dei risultati di partenza e degli obiettivi da raggiungere: un numero definito di tecniche di sviluppo per adeguare la ricchezza territoriale ed i propri fattori di base, agli obiettivi della macro area di rete.

Le macro aree di rete sosterranno le micro aree senza il contributo di fattori esterni alla macro aerea di rete, a qualsiasi livello.

I risultati del metodo VSL2

Tale metodo è già stato validato dai risultati ottenuti:

2012 - Romania Oradea presso Ente Provincia
2013 - Danimarca Regione North Denmark presso Ente Regionale
2014 - Spagna Regione Murcia presso Trade Point Onu
2014 - Spagna Regione Catalogna presso Ente Regionale
2015 - Svizzera Cantone Sciaffusa presso Ente Cantonale


Gaetano Rosario Visalli
Economista e Giurista

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Foto: 123rf.com
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