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Avvocati: più semplice diventare specialisti

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Lo schema di decreto su cui il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole riscrive le modalità per ottenere il titolo di avvocato specialista
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di Lucia Izzo - La road map delle specializzazioni per gli avvocati è tracciata. Dopo aver incassato il parere favorevole del Consiglio di Stato, sarà necessario attendere la firma del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il nuovo regolamento

Lo schema di decreto ha ad oggetto un Regolamento concernente modifiche al decreto del ministro della giustizia 144/2015, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista (ex art. 9 della L. n. 247/2012).

Per approfondimenti e il testo del parere del Cds leggi: Specializzazione avvocati su più fronti

La Legge professionale consente di conseguire il titolo di specialista all'esito positivo di percorsi formativi almeno biennali o per comprovata esperienza nel settore di specializzazione. Il D.M. n. 144/2015 ha poi regolato l'ambito e le modalità relative al conseguimento del titolo di avvocato specialista, ma non ha passato il vaglio della giurisprudenza amministrativa (v. da ultimo, la sentenza del Consiglio di Stato n. 5575/2017 che ha fatto seguito a quella n. 4424/2016 del TAR Lazio).

Il nuovo decreto incide sulle specializzazioni rendendo di fatto più semplice ottenere il titolo di avvocato specialista. Oltre a implementare l'elenco delle materie in cui sarà possibile specializzarsi, sarà sufficiente un numero più basso di incarichi per dimostrare l'esperienza maturata, e cambia volto anche il colloquio.

Avvocati: le novità per ottenere il titolo di specialista

Potranno conseguire il titolo di specialista coloro che abbiano conseguito, nei cinque anni precedenti l'entrata in vigore del regolamento, un attestato di frequenza di un corso almeno biennale di alta formazione specialistica oppure coloro che, abbiano acquisito nella materia una comprovata esperienza.

Tale esperienza verrà verificata all'esito di un colloquio con cui si valuterà la congruenza dei titoli presentati e degli incarichi documentati con il settore e, se necessario, con l'indirizzo di specializzazione indicato dal richiedente. Per verificare la comprovata esperienza sarà necessario aver trattato, negli ultimi cinque anni, almeno 10 incarichi per anno (non più 15 come nella prima versione).

La Commissione giudicante

Proprio il colloquio atto a verificare l'esperienza degli avvocati è stato uno dei punti più critici: la giurisprudenza amministrativa ha, infatti, chiesto di prestare maggiore attenzione alla terzietà della Commissione giudicante e alla nomina dei suoi membri.

Lo schema attuale di regolamento prevede che la Commissione incaricata di condurre il colloquio per conferire il titolo di avvocato specialista per comprovata esperienza debba essere composta da tre avvocati iscritti all'albo speciale per il patrocinio delle giurisdizioni superiori e da due professori di ruolo competente nel settore di specializzazione oggetto delle domande sottoposte a valutazione nella singola seduta e, per i tre principali settori, nei relativi indirizzi. Al Consiglio nazionale Forense spetta la nomina di uno dei componenti, mentre i restanti sono nominati con decreto del Ministro della Giustizia.

Nuove materie

Anche la definizione delle specializzazione è stata criticata dalla giurisprudenza amministrativa. Riprendendo le argomentazioni del T.A.R., Palazzo Spada ha parlato di suddivisione delle specializzazioni palesemente irragionevole e arbitraria nonché illogicamente omissiva di determinate discipline giuridiche.

È stato dunque deciso di articolare le specializzazioni in tre settori principali, ovvero diritto civile, penale e amministrativo, a loro volta suddivisi in tutta una serie di materie definiti "indirizzi". La suddivisione è stata elaborata a seguito di un'analisi particolarmente approfondita e attenta anche alla nuova offerta allo scopo di aumentarne la qualità.
(08/01/2020 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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