Oltre all'infermiere di famiglia, nel Patto per la salute approvato è prevista la possibilità di lavorare per gli specializzandi e i medici "pensionandi" di restare oltre i 40 anni di servizio
infermiera con anziana fanno ok

di Gabriella Lax - Infermiere di famiglia, possibilità di lavorare per gli specializzandi e dei medici di restare oltre i 40 anni di servizio, rafforzamento dei Lea, finanziamenti al fondo sanitario nazionale. Queste sono solo alcune delle novità previste dal Patto per la salute 2019/2022.

Una figura professionale in più: l'infermiere di famiglia

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È una figura professionale che deve portare più sanità sul territorio: per evitare che pronto soccorso e ospedali siano visti come unico punto di riferimento per i pazienti. Destinatari dell'aiuto, in particolare, i soggetti con patologie croniche e figure fragili, che necessitano di assistenza periodica. Come chiarisce la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) si tratta di una figura che «entra ufficialmente a far parte dei pilastri dell'assistenza territoriale in tutto il Paese: il Patto per la salute appena approvato prevede infatti che accanto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli specialisti ambulatoriali e ai farmacisti ci sia l'assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone».

Specializzandi e pensionati in corsia

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Arrivano due via libera relativi, in primis, all'ammissione degli specializzandi alla partecipazione alle procedure concorsuali per la dirigenza sanitaria.

E poi c'è la proroga a rimanere al lavoro oltre i 40 anni di servizio e fino ai 70 anni d'età per i medici specialisti (su base volontaria).

Quindi ok all'ammissione degli specializzandi iscritti al terzo anno del corso di specializzazione quadriennale o quinquennale alla partecipazione alle procedure concorsuali per la dirigenza sanitaria e proroga al 31 dicembre 2022 della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato per gli specializzandi collocati nelle graduatorie concorsuali. Ed inoltre, nello specifico, sarà consentita la proroga a rimanere a lavoro oltre i 40 anni di servizio e fino a 70 anni di età ai medici specialisti, su base volontaria e secondo le esigenze aziendali. È stato inserito nell'accordo anche l'impegno ad uniformare le modalità di svolgimento della formazione specialistica a tempo parziale e delle attività formative teoriche e pratiche previste dagli ordinamenti e regolamenti didattici della scuola di specializzazione universitaria.

Speranza: «Proveremo a migliorare il servizio sanitario nazionale»

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Un patto, quello della salute, di cui parla con orgoglio il ministro al ramo, Roberto Speranza, e chiarisce «Proveremo ogni giorno a migliorare il nostro Servizio sanitario nazionale. Dobbiamo investire e mettere ancora più risorse, favorire l'accesso di nuove energie e di capitale umano, dobbiamo investire sulla sanità digitale e sulla ricerca, che va valorizzata. Quando si parla di salute delle persone, non c'è mai un punto di arrivo, ma sempre un nuovo punto di partenza. Questa approvazione del Patto per la Salute è un fatto positivo e rilevante, ma è anch'esso un punto di partenza per costruire una sanità più in grado di rispondere alle domande dei cittadini». E, in conclusione «Abbiamo iniziato a dare risposta anche all'eccessiva mobilità sanitaria che costringe spesso i cittadini del Sud a recarsi nelle regioni del Nord. Investiremo il più possibile per rafforzare i presidi sanitari e i nostri ospedali nel Mezzogiorno».

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(21/12/2019 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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