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Violenza sulle donne

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Violenza di genere e domestica, tutele e leggi su stalking e femminicidio, centri antiviolenza e telefono rosa. Guida alla violenza sulle donne
donna con mano sulla bocca per violenza
Avv. Marco Sicolo - La violenza sulle donne è un tema centrale per la società odierna, riguardo al quale, negli ultimi decenni, sono stati fatti notevoli passi avanti sia a livello culturale che a livello normativo.

  1. Violenza sulle donne, l'evoluzione culturale e normativa
  2. La violenza di genere come violazione dei diritti umani
  3. Il reato di stalking
  4. La convenzione di Istanbul
  5. La legge sul femminicidio
  6. Codice Rosa e Centri antiviolenza
  7. Codice Rosso e provvedimenti a tutela delle donne
  8. Numero rosa 1522

Violenza sulle donne, l'evoluzione culturale e normativa

Se ancora verso la fine del secolo scorso la figura della donna sembrava relegata a un ruolo di secondo piano anche dalla legge, la situazione è sensibilmente migliorata con l'adozione di provvedimenti come la riforma del diritto di famiglia del 1975, l'abolizione del delitto d'onore del 1981 e la riclassificazione del reato di violenza sessuale da delitto contro la morale a delitto contro la persona.

Questi cambiamenti normativi, così come quelli successivi che analizzeremo tra poco, sono il frutto di un'evoluzione culturale che si muove decisamente in direzione di un progressivo superamento del concetto di società maschilista.

Un percorso che mira, soprattutto, a fornire alle donne le opportune difese a tutela delle vulnerabilità che possono emergere nei vari ambiti del quotidiano, specialmente nel contesto familiare o nelle relazioni di coppia.

La violenza di genere come violazione dei diritti umani

La violenza sulle donne è considerata, a tutti gli effetti, anche un problema sanitario a livello globale, come sottolinea il Ministero della Salute, sulla scorta del rapporto dell'OMS secondo cui più del 35% delle donne nel mondo è vittima di abusi fisici, psicologici o sessuali, spesso subiti dal proprio partner.

La violenza di genere si configura come una vera e propria violazione dei diritti umani, come ha sancito la Dichiarazione di Vienna del 1993, a margine della Conferenza Mondiale sui diritti umani.

Una violazione che spesso, non va dimenticato, può coinvolgere in varia misura anche i figli minori, nel contesto di violenze domestiche e familiari.

Il reato di stalking

Oggi gli strumenti di tutela a favore delle donne vittime di violenza di genere sono molto più efficaci rispetto al passato e il tema, del resto, rimane costantemente al centro dell'attenzione da parte delle istituzioni.

Un passaggio fondamentale, in questo senso, è stata l'introduzione del reato di atti persecutori, anche noto come stalking (art. 612 bis c.p.), introdotto nel nostro ordinamento nel 2009, contestualmente all'inasprimento delle pene per il reato di violenza sessuale.

Ma non bisogna dimenticare altri provvedimenti normativi importanti, come quelli relativi all'introduzione della misura dell'allontanamento del familiare violento o al riconoscimento del gratuito patrocinio alle donne che hanno subito reati particolarmente gravi (ad es. stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale).

La convenzione di Istanbul

Una pietra miliare, in questo senso, è rappresentata dalla l. 77/13, con cui è stata ratificata la Convenzione di Istanbul del 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Tale provvedimento sancisce a chiare lettere il divieto di atti di violenza contro le donne in quanto violazione dei diritti umani e discriminazione nei confronti delle donne, annoverando tra tali atti anche le minacce o qualunque atto che comporti un danno fisico, psicologico, sessuale, altro tipo di sofferenza o la privazione della libertà personale.

La Convenzione mira a prevenire e punire anche ogni atto di violenza domestica, cioè maturata nel contesto di famiglia o di coppia, e la violenza di genere, perpetrata cioè ai danni di una donna in quanto tale.

La legge sul femminicidio

In tale ottica, è importante ricordare anche la l. 119/13 contro il femminicidio, con cui sono state introdotte delle specifiche circostanze aggravanti relative ai reati di omicidio e stalking commessi nei confronti del coniuge o del convivente.

Al riguardo, è da ricordare che fonti Eures parlano di oltre 3.000 casi di femminicidio commessi in Italia negli ultimi venti anni.

Codice Rosa e Centri antiviolenza

A corredo delle disposizioni legislative nazionali e internazionali a tutela della donna, va evidenziato anche l'importante sforzo di creare un canale preferenziale contro la violenza di genere sia nell'ambito del Sistema Sanitario Nazionale che nelle procedure d'indagine da parte delle forze dell'ordine e dei magistrati.

Riguardo al primo punto, il SSN ha creato un sistema di supporto integrato che coinvolge ospedali, strutture di Pronto Soccorso, ambulatori e strutture socio-assistenziali per garantire percorsi preferenziali (c.d. Codice Rosa) e una rapida risposta alle vittime di violenza di genere e di violenza domestica, anche al fine di scongiurare il ripensamento da parte di chi ha trovato il coraggio di denunciare.

In quest'ottica, svolgono un ruolo di primaria importanza anche i Centri antiviolenza, costituiti su base volontaria o sostenuti dagli enti territoriali di riferimento, ai quali si stima che si rivolgano oltre 40.000 donne ogni anno per ricevere assistenza, accoglienza e supporto psicologico o legale.

Codice Rosso e provvedimenti a tutela delle donne

Altrettanto importante è il percorso culminato con la recente l. 69/19, nota come Codice Rosso, che inasprisce alcune sanzioni penali e impone a Polizia Giudiziaria e magistrati l'osservanza di criteri prioritari nell'esame e trattamento delle denunce di violenza sulle donne.

A questo proposito, vale la pena ricordare anche alcune misure previste dal nostro ordinamento a tutela delle vittime di violenza di genere, come l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento (ad es. in caso di denuncia per maltrattamenti o per stalking), autorizzato dal pubblico ministero ed effettuato dalla polizia giudiziaria.

O, ancora, l'ammonimento da parte del questore in caso di violenza domestica o di stalking.

Numero rosa 1522

In ultimo, vale la pena ricordare la disponibilità del telefono rosa 1522, un servizio pubblico gratuito predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attivo h24 per offrire sostegno immediato alle donne vittime di violenza di genere e stalking.


Sugli stessi argomenti, vedi anche Violenza sulle donne: la guida del Senato e la nostra Raccolta di sentenze sulla violenza sulle donne

(07/11/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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