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Diritto d'asilo

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L'asilo politico e lo status di rifugiato, la protezione internazionale nell'ordinamento italiano, l'iter per il riconoscimento del diritto d'asilo
migrante tiene in mano globo terrestre
Avv. Marco Sicolo - Il diritto d'asilo è sancito dall'art. 10 della nostra Costituzione, che assicura tale protezione ad ogni straniero che non possa esercitare le libertà democratiche nel suo Paese di origine.

  1. L'asilo politico e lo status di rifugiato
  2. La protezione internazionale nel diritto italiano
  3. Come ottenere lo status di rifugiato
  4. Protezione sussidiaria

L'asilo politico e lo status di rifugiato

Inteso in questo senso, l'asilo politico è un concetto strettamente imparentato a quello relativo allo status di rifugiato, cui si riferisce l'art. 1 della Convenzione di Ginevra.

In base a tale norma, è possibile definire rifugiato chiunque "nel giustificato timore d'essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato".

Analogamente, è rifugiato anche l'apolide che, trovandosi fuori dei suo Stato di domicilio per le medesime ragioni, non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi.

Del resto, analoga definizione è contenuta anche nell'art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, che come la Costituzione e la Convenzione di Ginevra fu adottata nell'immediato secondo dopoguerra: "Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni".

In base a tale norma di principio, questo diritto non può essere invocato se l'individuo risulta ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Non va dimenticato, inoltre, che il diritto d'asilo ha origini molto più risalenti nella storia, conosciuto già ai tempi di popoli antichi come romani e greci e poi diffusamente riconosciuto dalle chiese cattoliche nel medioevo, nei confronti dei criminali ricercati dalla giustizia, che decidevano di sottomettersi all'autorità clericale.

La protezione internazionale nel diritto italiano

Negli ultimi anni, il tema del diritto d'asilo è stato oggetto di numerosi provvedimenti normativi, sia in campo nazionale che internazionale, anche in considerazione dell'importante fenomeno migratorio in atto in direzione dell'Unione Europea e in particolare dei Paesi mediterranei come l'Italia.

Attualmente il diritto d'asilo, nell'ordinamento italiano, viene riconosciuto con due particolari forme di protezione internazionale: il riconoscimento dello status di rifugiato e il beneficio della protezione sussidiaria.

Come ottenere lo status di rifugiato

Per ottenere lo status di rifugiato è necessario presentare specifica richiesta in questura o presso la polizia di frontiera.

L'iter prevede l'esame della domanda da parte della commissione territoriale competente che, a seguito di accoglimento, concede all'interessato un permesso di soggiorno valido per cinque anni e altri benefici, quali l'accesso al servizio sanitario nazionale e il diritto al ricongiungimento con la propria famiglia.

In caso di diniego, invece, l'interessato può presentare istanza di riesame presso la stessa commissione o proporre ricorso al tribunale.

Il soggetto cui non viene riconosciuto lo status di rifugiato, in mancanza dei requisiti per il riconoscimento della protezione sussidiaria, viene espulso dal territorio nazionale.

In ogni caso, l'asilo politico non può essere concesso a chi abbia compiuto crimini contro la pace, gravi crimini di diritto comune e azioni contrarie alle finalità e ai principi dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Protezione sussidiaria

Come anticipato, in Italia, la protezione internazionale è accordata anche a chi non presenta i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiato, se ci sono fondati motivi per ritenere che il ritorno dell'interessato al proprio Paese d'origine possa esporlo al rischio di subire un grave danno.

In particolare, la protezione sussidiaria è concessa a quanti possano essere condannati a morte, sottoposti a tortura o altro trattamento degradante o rischiare la propria incolumità in presenza di conflitto armato.

Per ulteriori approfondimenti sul diritto d'asilo, sul regolamento di Dublino e sul recente Decreto Sicurezza o Decreto Salvini, v. anche la nostra Guida all'asilo politico.

(30/10/2019 - Marco Sicolo) Foto: 123rf.com
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