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Autoscuole in sciopero contro l'Iva, esami patente a rischio

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Oggi scuole guida chiuse. Proclamata l'astensione da ogni attività per protestare contro l'Iva sulle patenti. Esami a rischio e disagi per la Motorizzazione
cartelli di protesta per sciopero

di Marina Crisafi - Oggi serrande abbassate per le scuole guida d'Italia che da Aosta a Siracusa hanno sospeso ogni attività per protestare contro l'introduzione dell'Iva al 22% sulle patenti a partire dal 3 settembre scorso e il recupero retroattivo sui corsi effettuati dal 2014.

  1. Iva sulle patenti: la questione
  2. Le conseguenze per le autoscuole
  3. Autoscuole: la protesta da Aosta a Siracusa
  4. Patenti: esami a rischio in tutta Italia
  5. Iva patenti: il Governo intervenga
  6. Educazione stradale obbligatoria a scuola, perché l'Iva?

Iva sulle patenti: la questione

La questione si ricorda è nata con il cambio del regime fiscale deciso dalle Entrate con la risoluzione 79/2019 che ha recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo 2019, secondo cui l'insegnamento nelle autoscuole deve essere sottoposto all'imponibilità Iva, eliminando un'esenzione che era in vigore sin dal 1972.

- Scuola guida: addio esenzione Iva sulle lezioni

In base a quanto disposto, inoltre, il recupero dell'aliquota Iva va ad operare anche per le precedenti cinque annualità fiscali aperte (ossia dal 2014).

Una decisione che, come facilmente intuibile, rischia di mettere in ginocchio un intero settore.

Le conseguenze per le autoscuole

Due sono infatti le conseguenze importanti della risoluzione del fisco:

- innanzitutto, un difficile se non impossibile recupero retroattivo dell'Iva, sugli ex allievi che hanno pagato all'epoca quanto pattuito senza imposta sul valore aggiunto (vigendo ancora l'esenzione), con ovvie ricadute degli oneri sui titolari delle autoscuole;

- in secondo luogo, un calo drastico delle ore di guida degli allievi considerato il conseguente aumento delle tariffe delle autoscuole con evidenti riflessi sulla sicurezza stradale, oppure un aumento dell'"abusivismo", ossia delle lezioni in nero per evitare l'applicazione dell'imposta.

Autoscuole: la protesta da Aosta a Siracusa

Da qui, la protesta del settore che ha deciso la serrata di oggi in tutta Italia all'insegna dello slogan: "Serrande abbassate per riaprire il futuro delle autoscuole".

"Mentre arrivano le conferme che i primi accertamenti fiscali sono già iniziati - afferma Emilio Patella, Segretario nazionale delle Autoscuole Unasca - le nostre attività si interrogano su come far fronte alla minaccia del recupero di cinque anni di Iva mai incassata. La stima, al ribasso, è di circa 110 mila euro per ciascuna delle 7 mila autoscuole attive in Italia. Significa vendere la casa. Voglio sperare che la politica sia in grado di evitare questa macelleria sociale con un intervento veloce che ribadisca la certezza del diritto e la possibilità di formare le persone alla sicurezza stradale".

"Con la retroattività saranno coinvolti quasi quattro milioni di conducenti che già hanno conseguito le patenti" segue a ruota Paolo Colangelo, presidente della Confarca. Cittadini che - continua - "potrebbero vedersi richiedere all'improvviso l'Iva per il conseguimento del documento di guida. Troviamo assurdo e surreale permettere che ciò avvenga, domani a Roma ci aspettiamo tantissimi colleghi, molti dei quali chiuderanno le loro attività economiche per protestare contro una scellerata risoluzione dell'Agenzia delle Entrate".

Patenti: esami a rischio in tutta Italia

Lo stop di oggi non solo avrà conseguenze sugli esami di guida pratici, perché nella maggioranza dei casi sono le autoscuole a mettere a disposizione il mezzo munito di doppi comandi, ma anche teorici, poiché salteranno tutte le prove da svolgere nelle autoscuole che sono sede d'esame.

Ciò andrà ad aumentare il disagio in cui versa la Motorizzazione, ingrossando ulteriormente l'arretrato che già causa lunghe liste d'attesa data la carenza di personale.

Iva patenti: il Governo intervenga

"Più costi per le famiglie e quindi per risparmiare si faranno meno ore di guida e a risentirne sarà la sicurezza sulle nostre strade" ha affermato il deputato Gabriele Toccafondi presentando un'interrogazione al governo per chiedere un immediato stop all'Iva al 22% per le scuoleguida decisa dalla Agenzia delle Entrate.

"La conseguenza inevitabile di tale decisione sarà un largo addio alle lezioni di scuola guida, a causa del gravoso aumento del prezzo - ha spiegato Toccafondi - Le famiglie, inevitabilmente, per risparmiare, taglieranno sulle ore di pratica con l'istruttore. Vale a dire sulla sicurezza".

"In pratica se un corso di scuola guida costava mediamente 380-450 euro, oggi con l'Iva al 22%, che si è obbligati ad applicare, arriva a costare circa 460-550 euro. Nello specifico se un'ora di pratica con l'istruttore costava 25-26 euro oggi arriva a costare 31- 32 euro" ha calcolato il deputato snocciolando i dati. "Per la patente B sono obbligatorie 6 ore di guida certificate, in tutto i ragazzi arrivano a farne mediamente 12. L'aspetto allarmante è che ormai, per ridurre i costi, si risparmia sulle ore di pratica; un aumento che quindi si ripercuote sulla sicurezza stradale" ha spiegato ancora Toccafondi enucleando le ricadute negative anche per "la patente Am per i motori 50 cc, che arriva a costare 600 euro per i 14enni; patente che, dopo appena quattro anni va rifatta nel caso in cui si intenda prendere la patente A oppure B".

"E non va dimenticato che - ha aggiunto il deputato - l'aumento dell'Iva al 22% porterà anche un rischio enorme per le autoscuole; l'Iva infatti deve essere applicata dal 2014 ad oggi: le autoscuole devono quindi richiamare gli ex allievi per raccogliere l'Iva e versarla allo Stato. Si tratta di 3,8 milioni di patenti conseguite in questi ultimi 5 anni: un lavoro estremamente complicato se non impossibile a cui dovranno far fronte versando l'Iva di tasca propria, essendo responsabili del tributo. Per molte autoscuole questo rappresenterebbe il fallimento".

Educazione stradale obbligatoria a scuola, perché l'Iva?

"Quello che risulta francamente incomprensibile - chiede infine Toccafondi al Governo - è per quale motivo i giudici europei abbiano stabilito che le lezioni di scuola guida non rientrino tra l'insegnamento scolastico e universitario esente dal pagamento dell'Iva, quando in Italia la legge indica proprio l'educazione stradale tra le discipline da insegnare nella scuola dell'obbligo".

Si ricorda, in effetti, che la nuova legge che rende obbligatoria l'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado (ndr che peraltro, come comunicato proprio ieri dal Miur, sarà operativa a partire dall'anno scolastico 2020/2021) inserisce tra le materie oggetto della disciplina trasversale anche l'insegnamento dell'educazione stradale!

(18/09/2019 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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