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Rinnovabili: firmato il decreto Fer1

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Firmato il decreto Fer1 che mira a sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili. Di Maio e Costa: migliaia di posti di lavoro
mano con lampadine rinnovabili

di Redazione - Migliaia di posti di lavoro attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili che deve raggiungere i target europei al 2030 definiti nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec). A questi obiettivi risponde il decreto Fer1, firmato nei giorni scorsi dal ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio e da ministro dell'ambiente Sergio Costa.

  1. Decreto Fer1, cos'è
  2. Decreto Fer1, gli incentivi
  3. Impianti ammessi ai bandi
  4. Impianti esclusi
  5. L'iter

Decreto Fer1, cos'è

Il decreto, nello specifico, incentiva la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.

"Un grande lavoro di squadra dei due ministeri, ambiente e sviluppo economico, che darà impulso alla produzione di energia rinnovabile, creando migliaia di nuovi posti di lavoro e puntando alla attuazione della transizione energetica, in un'ottica di decarbonizzazione", ha affermato il ministro Di Maio.

"Una vera e propria rivoluzione copernicana, un cambio di paradigma: si premia l'autoconsumo di energia per gli impianti su edificio fino a 100 kW e l'eliminazione dell'amianto, si incentiva la produzione di energia sostenibile oltre che rinnovabile" ha aggiunto il ministro Costa. "Questo decreto è una grande opportunità di sviluppo e di tutela ambientale".

Decreto Fer1, gli incentivi

Con gli incentivi, spiega la nota del minAmbiente, verrà data priorità a: impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di interesse nazionale ai fini della bonifica; su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell'eternit o dell'amianto; impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato; tutti gli impianti connessi in 'parallelo' con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell'impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW). A cambiare, inoltre, è la modalità di riconoscimento del premio sull'autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il Mwh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a condizione che l'energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta. Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell'Arpa. Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull'energia elettrica, a un premio pari a 12 euro/MWh su tutta l'energia prodotta.

Impianti ammessi ai bandi

Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti: di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1Mw; oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l'intervento e la potenza prima dell'intervento sia inferiore a 1 Mw; oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1Mw. Potranno partecipare alle procedure di registri altresì, aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia inferiore a 1 Mw.
Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza. Analogamente, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia uguale o superiore a 1 Mw.

Impianti esclusi

Esclusi, invece, gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal Dm 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei ma inseriti in posizione non utile nei registri.

L'iter

Dopo aver ottenuto il via libera della Commissione europea, il decreto Fer1 è stato inviato per la registrazione alla Corte dei Conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L'attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell'ordine di 10 miliardi di euro.

(14/07/2019 - Redazione) Foto: 123rf.com
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