Ecco quali requisiti deve possedere chi vuole diventare amministratore di condominio, a partire dalle doti caratteriali sino alla formazione
uomo in una piccola casa

di Valeria Zeppilli - La figura dell'amministratore di condominio è sempre più importante e rappresenta per molti uno sbocco lavorativo. Non tutti, però, possono essere amministratori di condominio, ma, a tal fine, è indispensabile: essere in possesso di specifici requisiti; aver proficuamente seguito un corso di formazione iniziale e seguire dei corsi di formazione periodica.

Come diventare amministratore di condominio

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Chi vuole diventare amministratore di condominio deve innanzitutto possedere i seguenti requisiti:

  • godimento dei diritti civili
  • assenza di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per qualsiasi delitto non colposo per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni
  • l'assenza di interdizione o inabilitazione
  • l'assenza di annotazione del proprio nome nell'elenco dei protesti cambiari.

Inoltre, l'aspirante amministratore non deve essere stato sottoposto a misure di prevenzione definitive o, in caso contrario, deve essere stato riabilitato.

Tutti i predetti requisiti sono sanciti dall'articolo 71-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice civile, nella nuova veste che ha assunto a seguito della riforma del 2012.

Amministratore di condominio: doti caratteriali

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All'aspirante amministratore di condominio sono richieste anche delle importanti doti caratteriali.

Egli, infatti, deve:

  • sapersi relazionare facilmente e cortesemente con i condomini;
  • riuscire ad organizzarsi e a coordinare il proprio lavoro, in maniera tale da essere sempre pronto a gestire le emergenze dei condomini;
  • essere in grado di mediare e comporre le liti che si possono instaurare tra vicini di casa;
  • essere in grado di risolvere le diverse problematiche che possono sorgere all'interno degli stabili amministrati.

Corso amministratore di condominio

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Chi vuole diventare amministratore di condominio, poi, deve essere in possesso almeno del diploma di scuola secondaria di secondo grado e deve aver frequentato un apposito corso di formazione iniziale della durata pari ad almeno 72 ore.

Anche dopo aver frequentato tale corso, la formazione non può dirsi compiuta: l'amministratore di condominio è gravato anche di un obbligo di formazione periodica in materia condominiale, della durata di almeno 15 ore annue, da completare entro l'8 ottobre di ogni anno.

Costo corso amministratore di condominio

I corsi per gli amministratori di condominio, se affidabili, hanno sempre un costo, il cui ammontare è tuttavia variabile e liberamente fissato dall'ente organizzatore: esso varia da poco più di cento euro a diverse centinaia di euro.

Compatibilmente con le proprie possibilità economiche, è sempre consigliabile fare un'attenta comparazione qualità/prezzo e scegliere senza limitarsi a valutare la convenienza ma considerando la preparazione che il corso stesso è in grado di fornire.

Il lavoro dell'amministratore di condominio, infatti, comporta la risoluzione di problematiche a volte anche molto complesse, che vanno dal diritto civile, al diritto amministrativo, al diritto ambientale, alla ragioneria e così via.

Formazione del condomino - amministratore

In alcuni casi, tuttavia, il ruolo di amministratore non è svolto da un vero e proprio professionista ma da uno dei condomini dello stabile.

In tale ipotesi, non è necessario svolgere né la formazione iniziale né quella periodica. Non è neanche richiesto il possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado. Resta tuttavia imprescindibile il rispetto di tutti gli ulteriori requisiti richiesti dalla legge.

La nomina dell'amministratore di condominio

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Chi vuole diventare amministratore di condominio deve inoltre sapere che la nomina di tale figura è obbligatoria solo per i condomini con più di otto condòmini, mentre negli altri casi è solo facoltativa.

La scelta è fatta a maggioranza qualificata, ovverosia con il voto positivo di un numero di intervenuti all'apposita assemblea, che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio.

Lavorare come amministratore di condominio

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Il lavoro di amministratore di condominio può essere svolto in via esclusiva o unitamente ad altre attività. Tutto dipende dal tempo che si decide di dedicare a questa professione, in costante sviluppo, e da quanti agganci e conoscenze si hanno.

Si tratta, in ogni caso, di un lavoro di grande responsabilità, che richiede un'ampia reperibilità per gestire le diverse emergenze che si possono verificare nei diversi condomini.

Esso, tuttavia, può dare ampie soddisfazioni e un ottimo riscontro economico.

Cosa fa l'amministratore di condominio

Le principali (ma non uniche) mansioni dell'amministratore di condominio sono:

  • far rispettare il regolamento di condominio ed eventualmente redigerlo, se non ancora esistente;
  • redigere il bilancio preventivo e consuntivo e riscuotere le quote condominiali;
  • convocare le assemblee e applicare le relative deliberazioni;
  • eseguire gli adempimenti fiscali (come la presentazione della certificazione unica dei redditi e della certificazione dei redditi dei sostituti di imposta);
  • tenere il registro dei verbali e il registro della contabilità.

Quanto guadagna un amministratore di condominio

I guadagni dell'amministratore di condominio sono influenzati da diversi fattori, primo tra tutti il numero di condomini amministrati.

Chiaramente, più condomini si amministrano, più si guadagna. Inoltre, anche il compenso percepito dal singolo stabile amministrato varia a seconda delle sue dimensioni, essendo chiaro che un conto è lavorare con dieci condomini, un conto è lavorare con un super condominio.

Peraltro, non vi sono delle tariffe ben precise da rispettare, ma il compenso è rimesso alla libera scelta dell'amministratore.

Di conseguenza, è evidente che lo stipendio può variare da qualche centinaia di euro al mese sino anche a 4/5mila euro mensili.

Amministratore di condominio: serve la partita Iva

Dal punto di vista operativo, chi intende esercitare la funzione di amministratore di condominio in maniera professionale e non occasionale deve aprire la partita Iva e versare i contributi, per le prestazioni rese, all'Inps o, se appartiene a un ordine o a un collegio, alla Cassa previdenziale di appartenenza.

Per approfondire vai alla nostra guida generale Il condominio

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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