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Il sistema di giustizia sportiva della FIFA

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Gli organi di giustizia sportiva FIFA: la Commissione per lo status dei calciatori e la Camera di risoluzione delle controversie
goal di fuoco nella porta del campo di calcio

di Lucio Mazzei - Il principio fondamentale, conforme alla previsione di cui all'art. 68, co. 2, dello Statuto FIFA, è quello per cui ai soggetti appartenenti all'ordinamento sportivo é vietato il ricorso alla giustizia ordinaria, salvo il caso in cui ciò sia espressamente previsto dalla normativa federale mondiale.

  1. Le competenze della FIFA
  2. Commissione per lo status dei calciatori
  3. Camera di risoluzione delle controversie
  4. Norme procedurali
  5. L'istanza di ricusazione
  6. Le decisioni del PSC e della DRC

Le competenze della FIFA

L'art. 22 del Regolamento FIFA per lo Status ed i trasferimenti dei calciatori (FIFA RSTP) prevede, infatti, che la competenza della FIFA in relazione alle materie descritte nello stesso non producono alcun pregiudizio per il diritto di un atleta o di un club di adire un tribunale ordinario per le controversie relative a rapporti di lavoro.

Esistono due tipi di organi giudicanti regolati dal FIFA RSTP: il Players' Status Committee (PSC) - Commissione per lo Status dei calciatori- e la Dispute Resolution Chambers (DRC) - Camera di Risoluzione delle Controversie-.

La FIFA ha competenza specifica per tutto ció che concerne:

- Controversie tra club e calciatori in relazione al mantenimento della stabilità contrattuale, in particolare quando si tratti di problemi relativi all' ITC (transfer internazionale), alle sanzioni sportive ed agli indennizzi per rescissione contrattuale

- Controversie tra club e calciatori di dimensione internazionale

- Controversie di lavoro tra un club/federazione ed un allenatore sempre che abbia una dimensione internazionale , a meno che non esista un Tribunale Arbitrale a livello nazionale in grado di assicurare terzietà, indipendenza ed imparzialità

- Controversie tra club appartenenti a Federazioni diverse relative all' Indennità di Formazione (art.20 FIFA RSTP) ed al Contributo di Solidarietà (art. 21 FIFA RSTP)

Commissione per lo status dei calciatori

La Commissione per lo Status dei Calciatori può essere formata da un giudice singolo o da tre 3 giudici, incluso il Presidente del Panel, in base alla natura della controversia.

Di solito, vi é un singolo giudice nei casi in cui venga richiesta urgenza, celerità o per decisioni sulla registrazione provvisionale di un calciatore. E' indispensabile per assicurare l' equità tra le parti che entrambe siano ascoltate almeno una volta durante il procedimento e le decisioni del PSC, sia che vengano emanate da un singolo giudice che dalla Commissione di 3 giudici, possono essere appellate di fronte al TAS di Losanna.

La Commissione per lo Status dei Calciatori FIFA non ha alcuna competenza per quanto riguarda le controversie relative all'operato degli agenti/intermediari sportivi mentre é competente per tutte quelle relative ai rapporti di lavoro ed alle controversie enunciate in precedenza tra gli altri soggetti appartenenti all' Ordinamento Sportivo Internazionale.

La competenza della commissione

La Commissione per lo Status dei Calciatori è competente sulle seguenti materie:

- le controversie tra un'associazione o un club ed un allenatore in materia di rapporti di lavoro, a meno che non sia istituito a livello nazionale un collegio arbitrale autonomo;

- le controversie relative allo status ed al tesseramento dei giocatori, ivi comprese quelle relative al rilascio del transfer;

- le vertenze relative al trasferimento internazionale di minori;

- le controversie relative alle questioni di cui all'Allegato 1 ("Messa a disposizione dei calciatori per le squadre nazionali").

L'elenco suddetto ha carattere non esaustivo, in quanto si prevede espressamente una competenza in via residuale della Commissione, su ogni controversia instaurata sulla base delle norme previste dal Regolamento, eccezion fatta per quelle espressamente riservate alla cognizione della DRC ex art. 24 Reg.

Camera di risoluzione delle controversie

La Camera di Risoluzione delle Controversie - Dispute Resolutions Chamber (DRC) è invece competente per le seguenti materie:

- le controversie tra società e calciatori, aventi carattere internazionale, in relazione al mantenimento della stabilità contrattuale (artt. 13-18)[2];

- le controversie tra società e calciatori in materia di rapporti di lavoro, a meno che non sia istituito a livello nazionale un collegio arbitrale autonomo[3];

- le controversie relative all'indennità di formazione e al meccanismo di solidarietà fra società appartenenti a diverse Federazioni;

- le controversie relative al contributo di solidarietà fra società appartenenti alla medesima Federazione nazionale, sempre che il trasferimento alla base della questione abbia carattere internazionale.

Anche la DRC decide in presenza di almeno tre membri, salve le seguenti ipotesi, in cui è istituito un giudice monocratico:

- le vertenze il cui valore non supera i 100.000 franchi svizzeri;

- le vertenze relative al calcolo dell'indennità di formazione;

- le vertenze relative al calcolo del contributo di solidarietà. Il giudice della DRC è comunque tenuto a sottoporre le questioni fondamentali alla DRC[4].

Laddove sussista incertezza circa la competenza dell'una o dell'altra istanza, la decisione sul riparto di giurisdizione è affidata al Presidente del Players' Status Committee.

Norme procedurali

Il presidente, il vicepresidente e i membri della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) vengono scelti dal Comitato Esecutivo. I venti membri della Camera di Risoluzione delle Controversie(CRC), composta in ugual misura da rappresentanti dei calciatori e rappresentanti delle società, vengono nominati su proposta delle associazioni dei calciatori e delle società o delle leghe.

La Commissione per lo Status del Calciatore e la Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) sono tenute a condurre i procedimenti ed a vigilare sulla conformità alle norme procedurali.

I membri della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) sono tenuti a non espletare funzioni diverse nell'ambito della stessa questione.

Essi dovranno inoltre astenersi dal tentativo di influenzare altri organi e commissioni, mantenendo il più rigoroso riserbo in merito a qualsiasi informazione giunga in loro possesso nell'esercizio delle proprie funzioni e che non sia menzionata nella decisione. Inoltre, essi sono tenuti al vincolo di segretezza in ordine alle deliberazioni.

tutte le parti coinvolte in un procedimento godono del diritto ad essere ascoltate, presentare prove, esaminare prove suscettibili di essere poste alla base di una decisione, accedere alla documentazione agli atti nonché del diritto a ricevere una sentenza motivata.

Per parti si intendono i membri della FIFA, le società, i calciatori, gli allenatori o gli organizzatori di partite e i procuratori dei calciatori muniti di licenza.

Le parti hanno il diritto di nominare un proprio rappresentante che deve essere in possesso di procura scritta. Qualsiasi parte è tenuta a ottemperare all'eventuale invito a comparire di persona.

Quando le stesse richiedano l'avvio di un procedimento dovranno essere informate per iscritto del ricevimento della loro richiesta. L'avvio di un procedimento deve essere notificato alle parti interessate con la massima sollecitudine.

I membri della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) non possono esercitare le loro funzioni in casi nei quali abbiano un interesse personale o diretto. I membri in questione dovranno rendere note tempestivamente le motivazioni che impongono il loro ritiro dal caso.

L'istanza di ricusazione

Le parti sono investite del diritto di ricusazione dei membri della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) qualora nutrano legittimi dubbi in merito alla loro indipendenza ed imparzialità. L'istanza di ricusazione deve essere presentata entro cinque giorni dalla data in cui l'evento su cui essa si fonda è divenuto noto al richiedente, pena la decadenza della domanda. Le istanze di ricusazione devono essere argomentate e, ove possibile, supportate da prove.

Qualora la Commissione per lo Status del Calciatore e la Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) non fossero più in grado di espletare le proprie funzioni a seguito di ricusazioni di loro membri, il Comitato Esecutivo deciderà in via definitiva in merito alle istanze di ricusazione e, laddove necessario, nominerà una commissione ad hoc incaricata di trattare il caso.

Le istanze devono essere inoltrate in una delle quattro lingue ufficiali FIFA attraverso la Segreteria Generale FIFA.

Cosa deve contenere l'istanza di ricusazione

Le istanze devono contenere quanto riportato a continuazione:

a) nominativo ed indirizzo delle parti;

b) nominativo ed indirizzo dell'eventuale legale rappresentante e relativa procura;

c) l'istanza o richiesta;

d) la descrizione del caso, le motivazioni dell'istanza o proposta,

e) la documentazione inerente la disputa, ovvero contratti e precedente corrispondenza relativa al caso nella versione originale e, ove necessario, eventuale traduzione in una delle lingue ufficiali FIFA (prove);

f) i nominativi e gli indirizzi di eventuali altre persone fisiche e giuridiche coinvolte nel caso in questione (prove);

g) il valore della controversia, qualora la stessa abbia carattere patrimoniale;

h) giustificativo del pagamento di eventuali anticipi in ordine a procedure avanzate alla Commissione per lo Status del Calciatore o al giudice unico, ovvero in ordine a procedure relative a dispute su compensi per la formazione del giocatore o per il meccanismo di solidarietà (cfr. art. 17);

i) data e firma valida.

Le istanze presentate dalle parti che non siano conformi ai succitati requisiti vengono rinviate con l'indicazione che le petizioni non conformi non potranno essere evase. Le istanze che contengano elementi impropri o inammissibili verranno respinte immediatamente.

Qualora nulla osti all'esame dell'istanza, la stessa verrà notificata alla controparte o alla persona interessata con l'indicazione della scadenza per eventuali dichiarazioni o risposte. Qualora tale dichiarazione o risposta non pervenga entro il termine prescritto, la decisione verrà presa sulla base della documentazione già esistente agli atti.

Le prove

Costituiscono prove del caso le deposizioni delle parti, le deposizioni dei testimoni, le relazioni dei periti, i fatti accertati e gli altri elementi di prova pertinenti.

Verranno ammesse esclusivamente le prove che attengono a fatti rilevanti per il caso. Alla parte che reclama un diritto sulla base di un fatto da essa addotto compete l'onere della prova.

La Commissione per lo Status del Calciatore e la Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) hanno la facoltà di considerare prove non addotte dalle parti. Qualora l'esame delle prove prodotte comporti costi elevati, è possibile essere posto a condizione di tale esame che la parte interessata anticipi i relativi costi previsti entro un termine prescritto.

Le prove vengono valutate in base al principio del libero convincimento del giudice, tenuto conto della condotta delle parti nel corso dei procedimenti, e in particolar modo del rifiuto di aderire a una convocazione, del rifiuto di rispondere o di addurre le prove richieste.

Le decisioni del PSC e della DRC

Le decisioni della Commissione per lo Status del Calciatore e la Camera di Risoluzione delle Controversie vengono pronunciate a maggioranza semplice previa deliberazione a porte chiuse. Ogni membro presente ha diritto a un voto, come pure il presidente ma non è consentito astenersi ed in caso di paritá di voti, il presidente esprimerá quello decisivo.

Le decisioni vengono notificate per iscritto. Nei casi urgenti, i fatti inerenti la decisione dovranno essere comunicati per primi. In tali casi, fermo restando quanto previsto dall'Articolo 15 in prosieguo, le motivazioni della decisione dovranno essere rese note entro 20 giorni dalla notifica relativa ai fatti inerenti la decisione. Il termine per la presentazione di eventuali appelli ha inizio a partire dalla data di comunicazione delle motivazioni della decisione alle parti interessate.

Il Segretario Generale della FIFA ha l'autorità di notificare le decisioni a nome e per conto della Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC).

Le decisioni rese per iscritto dovranno contenere almeno quanto segue:

a) la data della decisione; ove la decisione sia stata adottata tramite circolare, la data in cui è terminata la procedura circolare;

b) i nomi delle parti e gli eventuali rappresentanti;

c) i nomi dei membri che hanno preso parte alla decisione adottata dall'organismo preposto;

d) le istanze e/o le mozioni presentate dalle parti;

e) a una breve presentazione del caso;

f) le motivazioni della decisione;

g) il risultato della valutazione delle prove;

h) i fatti alla base della decisione.

La Commissione per lo Status del Calciatore e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC), il giudice unico e il giudice unico della CRC possono decidere di non rendere note le motivazioni di una decisione e di comunicare esclusivamente i fatti attinenti la decisione medesima. Le parti dovranno essere informate in merito al fatto che hanno a disposizione dieci giorni di tempo, dalla data di comunicazione dei fatti attinenti la decisione, per richiedere per iscritto le motivazioni della decisione medesima ma in assenza di tale richiesta la decisione risulterà vincolante.

Qualora le parti non richiedano le motivazioni della decisione, una breve spiegazione della medesima verrà depositata agli atti però tutte le decisioni che implicano sanzioni sportive devono necessariamente riportare le motivazioni.

I procedimenti dinanzi alla Commissione per lo Status del Calciatore e al giudice unico (ad eccezione dei procedimenti relativi alla registrazione provvisoria dei calciatori) nonché i procedimenti dinanzi alla Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) in ordine a dispute aventi per oggetto la compensazione per la formazione del calciatore ed il meccanismo di solidarietà prevedono il pagamento di un importo massimo di 25.000 franchi svizzeri.

Tali costi vengono ripartiti tenendo conto del grado di successo delle parti nell'ambito del procedimento. In particolari circostanze, la FIFA può farsi carico delle spese. Qualora la condotta di una parte determini spese aggiuntive altrimenti non necessarie, tale parte potrà essere chiamata a coprirne il costo indipendentemente dall'esito del procedimento.

I procedimenti della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) inerenti dispute tra società e calciatori ed aventi per oggetto il mantenimento della stabilità contrattuale, nonché le dispute sui contratti di lavoro internazionali tra società e giocatori sono gratuiti. Non è previsto il versamento di oneri qualora una parte decida di non richiedere le motivazioni della decisione una volta resa nota la decisione medesima.

Le decisioni devono essere rimesse direttamente alle parti, con copia per le rispettive associazioni di appartenenza, qualora rivestano interesse generale, le decisioni potranno essere pubblicate dalla Segreteria Generale in forma stabilita dalla Commissione per lo Status del Calciatore o dalla CRC come, ad esempio, nella forma sintetica di un comunicato stampa.

Infine, é necessario sottolineare che le procedure e le delibere della Commissione per lo Status del Calciatore (incluso il giudice unico) e della Camera di Risoluzione delle Controversie (CRC) (compreso il giudice della CRC) hanno luogo presso la sede centrale della FIFA a Zurigo, salvo eventuali eccezioni.

Lucio Mazzei

esperto di Diritto Sportivo Internazionale

(22/05/2019 - Dott.Lucio Mazzei) Foto: 123rf.com
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