Lo Schema Ponzi è un famoso modello economico truffaldino di falsi investimenti basato su un meccanismo piramidale che consente di ottenere ingenti guadagni
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Come funziona lo Schema Ponzi

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Lo Schema Ponzi, in sostanza, si fonda sulla promessa di far guadagnare cifre elevate in breve tempo fatta da un soggetto a un altro, invitandolo a investire delle somme irrisorie. In realtà, però, non c'è nessun investimento, ma il promotore dà i soldi promessi alla scadenza stabilita o andando in perdita o girando il denaro ricevuto da altre "vittime".

In questo modo, la reputazione del promotore cresce ed egli riesce a trovare nuovi soggetti desiderosi di "investire".

Multi-level marketing

Lo Schema Ponzi può essere alla base di un sistema di multi-level marketing illegale. Il nostro ordinamento, infatti, vieta le attività di vendita multilivello in cui l'incentivo economico primario di coloro che compongono la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti e in cui i venditori, quindi, si arricchiscono non vendendo ma limitandosi a far entrare altri soggetti nella catena in maniera truffaldina.

Vedi anche la guida Multi-level marketing

Schema piramidale

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Tecnicamente, lo Schema Ponzi non si regge quindi su un vero e proprio investimento ma semplicemente su uno spostamento di denaro da un soggetto a un altro con la promessa di guadagni significativi.

Il modello raggiunge maggiori risultati quanti più sono i soggetti coinvolti, secondo un meccanismo a struttura piramidale.

Le persone che guadagnano di più sono quelle al vertice della piramide, mentre quelle alla base si accollano i costi sperando in falsi guadagni futuri.

Mentre i primi soggetti tendono a essere sempre gli stessi, gli altri sono le vere "vittime" e quindi escono presto dallo schema.

Evoluzione dello Schema Ponzi

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Nel corso del tempo, lo Schema Ponzi si è sviluppato e si è declinato in diverse varianti, anche più complesse di quella appena descritta. L'idea di base, in ogni caso, rimane sempre la stessa.

Gli ordinamenti mondiali sono tuttavia molto rigidi sul punto e puniscono severamente coloro che promuovono o implementano questa estrinsecazione del reato di truffa.

Il reato di truffa

Ricordiamo che in Italia la truffa è punita dall'articolo 640 del codice penale, che prevede la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 51 a euro 1.032 per chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (vai alla guida La truffa - art. 640 c.p.).

Perché si chiama Schema Ponzi

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Il nome Schema Ponzi ha origine da Charles Ponzi, che non è l'inventore del modello ma che è divenuto famoso proprio per aver applicato la truffa a scapito di 40mila persone.

Investendo appena due dollari nel progetto, Charles Ponzi ne guadagnò oltre 15 milioni.

Chi era Charles Ponzi

Charles Ponzi, all'anagrafe Carlo Ponzi, è stato un truffatore italiano vissuto nella prima metà del secolo scorso.

Nato a Lugo il 3 marzo del 1882, morì a Rio de Janeiro il 18 gennaio 1949, dopo essere divenuto uno dei più grandi affaristi truffatori della storia degli Stati Uniti d'America, dove emigrò molto giovane.

Per le sue frodi, perpetrate in larga scala tramite quello che poi venne denominato Schema Ponzi, subì diverse condanne dalle Corti statunitensi, trascorrendo anche diversi anni in carcere.

Come si blocca lo Schema Ponzi

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Lo Schema Ponzi, generalmente, a un certo punto inizia a non funzionare più correttamente perché l'affidabilità dei promotori tra i soggetti potenzialmente interessati è compromessa dal crescere delle vittime. In alcuni casi, tuttavia, la truffa si è diffusa in maniera talmente significativa da non essere giunta a una risoluzione spontanea. L'interruzione è stata disposta dalle autorità a seguito di importanti indagini.

Red flag

Tuttavia, per prevenire il rischio di frodi è possibile analizzare in maniera quantitativa i fondi sui quali si investe, in quanto la sequenza dei loro rendimenti potrebbe costituire un cd. red flag. Si tratta di un segnale di allerta, che permette di individuare, a seguito di un'attenta analisi, i fondi che sono soggetti a rischio di frode, anche perpetrata tramite lo Schema Ponzi.

Il caso Madoff

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Una delle più note applicazioni dello Schema Ponzi si è avuto con il caso Madoff, che rappresenta una delle più grandi frodi mai poste in essere, che vanificò nel nulla circa 65miliardi di dollari.

Madoff aveva fondato una società che si occupava di negoziazione di titoli, sviluppo di piattaforme di trading e altre attività finanziarie. Grazia alla credibilità conquistata con tale attività, Madoff creò anche un fondo d'investimento che si fondava su una sorta di catena di Sant'Antonio: chi entrava per ultimo liquidava, con i suoi soldi, coloro che chiedevano di uscire. Venivano offerti interessi altissimi.

Il meccanismo truffaldino, tuttavia, durò pochi mesi e Madoff fu ben presto arrestato con l'accusa di aver organizzato un'enorme frode.

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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