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Avvocati: come farsi conoscere in tre mosse

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Un avvocato che vuole farsi conoscere online può farlo in tre mosse: mettere a punto il proprio personal branding, farsi trovare dai motori di ricerca ed essere "social"
squadra di avvocati che guarda al proprio progetto

di Annamaria Villafrate - Un avvocato che nell'era digitale vuole farsi trovare online non può permettersi d'ignorare le strategie necessarie per essere presente sul web. Certo occorre tempo, ma i risultati non tardano ad arrivare se si mettono in atto le mosse giuste. Sembra un banalità, ma per vendere bisogna sapere che cosa si sta vendendo. Per questo è importante elaborare una strategia di personal branding distintiva, incentrata sui propri punti di forza. Individuati target e obiettivi si deve passare alla parte pratica, che prevede due mosse principali: farsi trovare dai motori di ricerca aprendo un sito o un blog ed essere "social", purché si scelga quello giusto.

Indice:

  1. Farsi conoscere in 3 mosse
  2. Personal branding
  3. Come farsi conoscere online
  4. Essere "social"

Farsi conoscere in 3 mosse

Il mondo è digital, che si abbia confidenza o meno con il web, un avvocato che vuole avere successo e fare carriera non può ignorare l'online.

Tre le mosse da mettere in atto per farsi conoscere in questa realtà virtuale:

  • elaborare una strategia di personal branding;
  • aprire un sito o un blog per farsi trovare dai motori di ricerca;
  • essere "social", facendo attenzione a quale network iscriversi.

Vediamo in dettaglio come fare per farsi conoscere online, risultando credibili e professionali.

Personal branding

Per un avvocato che vuole farsi trovare da potenziali clienti la prima cosa da fare è: personal branding. Per fare carriera infatti è necessario farsi conoscere, incrementando il numero dei propri contatti. Ma come si fa un buon personal branding? Occorre prima di tutto partire da un concetto fondamentale. Ogni avvocato è diverso dall'altro, ed è esattamente la diversità il punto da cui partire.

E' necessario capire soprattutto quali sono i propri punti di forza e attorno a questi costruire la propria immagine, sia online che offline. C'è il principe del foro che conosce a meno dito la procedura ed è vincente in Tribunale, c'è invece l'avvocato che, per le materie trattate, è molto più abile nella mediazione e nell'attività stragiudiziale. Qualunque siano le peculiarità vincenti attorno alle quali si vuole costruire la propria immagine l'importante è che tutto sia coerente e ben studiato fin dall'inizio.

Nella costruzione del proprio personal branding però c'è un altro fattore da valutare: il target di riferimento, che può essere il più svariato, tante quante sono le branche del diritto; dalle famiglie alle banche, dalle aziende al personale sanitario. Valutati questi due importanti aspetti ovvero immagine e targeting, si può iniziare a parlare di strategia, che deve essere pianificata in un periodo non inferiore a tre anni, attraverso l'elaborazione di un vero e proprio professional plan strutturato per obiettivi da raggiungere. Compiuti questi primi passi si è pronti per mettere in pratica la propria strategia di personal branding online e offline attraverso le seguenti mosse.

Come farsi conoscere online

Una volta studiato nel dettaglio come ci si vuole presentare sul mercato di riferimento, si deve passare alla seconda mossa per farsi conoscere: essere presenti sul web. Chi non maneggia bene questi strumenti deve attivarsi, imparare e rendere visibile la propria immagine sul web. L'online infatti richiede pazienza, soprattutto nella fase iniziale, ma una volta compresi i meccanismi, cosa funziona e cosa no, nel tempo si può vivere di rendita.

Essere presenti sui motori di ricerca

Aprire un sito web o un blog è uno dei sistemi più efficaci per essere presenti online, a patto che si abbia il tempo di aggiornarli con regolarità.

Siti e blog permettono infatti di farsi conoscere e trovare sui motori di ricerca. Per ottenere questo risultato però è necessario sapere che gli utenti cercano principalmente in due modi:

  • se sanno già cosa cercare digitano nella casella di ricerca direttamente la parola chiave che può essere, per l'argomento che stiamo trattando, il nome di un avvocato;
  • può anche capitare che le persone cerchino in un modo inconsapevole, più per soddisfare una curiosità o per informarsi.

Qualunque sia il modo in cui gli utenti ricercano per farsi conoscere online un avvocato può:

  • nel primo caso costruire un sito vetrina il cui pubblicare nome, cognome e CV e indicare le aree di attività in cui è si è specializzati;
  • nel secondo invece, per farsi trovare, può aprire un blog personale o scrivere per chi ha già un sito giuridico autorevole a titolo gratuito, su un argomento in cui è particolarmente ferrato. Questo è uno dei metodi migliori per "sfruttare" la credibilità altrui, per farsi pubblicità, dimostrare le proprie competenze e generare contatti tra i quali si possono trovare clienti, ma anche colleghi con cui avviare collaborazioni.

In entrambi i casi, visto che ognuno è specializzato in precise aree del diritto, occorre prestare attenzione alle keyword per le quali si desidera essere "trovati" online.

Essere "social"

Non che il mondo dei social non facci parte dell'online, ma visto che i social hanno logiche, dinamiche e finalità diverse è necessario dedicare all'argomento uno spazio riservato.

Un avvocato che vuole farsi conoscere sui social infatti deve fare molta attenzione. Come per siti e blog, inutile aprire un profilo su tutti i social esistenti (Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, Pinterest) se si sa già che, presi da mille impegni, non si avrà il tempo per seguirli tutti. Meglio sceglierne uno solo e curarlo regolarmente. Nel compiere la scelta del social più adatto, un avvocato deve prima di tutto decidere come e per quali finalità vuole usare il social.

Il settore legale poco si presta ad essere comunicato per immagini, quindi Pinterest e Instagram, tranne in rare eccezioni, non sono una scelta vincente. Facebook, anche se ha natura più generalista, è invece sfruttabile nelle professioni legali, a patto che non si utilizzi un linguaggio troppo tecnico e pomposo per la propria strategia di comunicazione. Linkedin infine, tra tutti social è quello che, per un avvocato, presenta delle caratteristiche che, più di ogni altro, lo rendono perfetto per fare un personal branding, perché discreto, elegante, professionale e mirato. Su Linkedin inoltre si possono pubblicare articoli e chiedere il collegamento a colleghi della propria o di altre città, con cui potrebbero nascere interessanti collaborazioni. Per non parlare delle offerte di lavoro e dei gruppi di discussione in cui è possibile confrontarsi su temi legati al mondo dell'avvocatura.

Da non trascurare, per farsi trovare a livello locale, un profilo Google my Business, che viene visualizzato sui motori di ricerca nel momento in cui gli utenti, soprattutto via mobile, cercano uno studio legale specifico o uno studio legale vicino al proprio. Un altro modo per mostrarsi e incuriosire potenziali clienti.

(16/02/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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