L'associazione composta da avvocati, docenti di materie giuridiche e professionisti che lavorano quotidianamente con il diritto è stata creata per difendere i principi della democrazia liberale che hanno ispirato la Costituzione e l'UE

di Gabriella Lax - Per far fronte ad una politica che lancia segnali inquietanti, ecco insieme donne e uomini impegnati a diffondere e difendere i principi della democrazia liberale che hanno ispirato la Costituzione italiana e il progetto di Unione europea. Da questa idea nasce "Italia Stato di diritto".

"Italia Stato di diritto", a difesa dei principi della Costituzione

L'associazione senza bandiere politiche, costituita da avvocati, docenti di materie giuridiche e professionisti che lavorano quotidianamente con il diritto, è stata presentata ufficialmente lo scorso 18 gennaio a Milano, nella Sala Aquile del Circolo del Commercio. È presieduta da presieduta dall'avvocato Simona Viola. Vi hanno aderito già una quarantina tra avvocati, notai e professionisti del settore. Gli obiettivi palesati sul sito dell'associazione sono quelli di assumere iniziative politiche e giuridiche per «illustrare l'importanza dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone; sollecitare la conoscenza e il rispetto delle istituzioni democratiche e contrastare l'abuso dei poteri pubblici; diffondere la conoscenza di principi importanti e non sempre conosciuti (come la divisione dei poteri, l'essenzialità dei partiti e la necessità che abbiano una vita interna democratica); descrivere le ragioni della democrazia rappresentativa e i rischi di un uso distorto degli strumenti di democrazia diretta; ricordare che il rispetto dei trattati internazionali e dei patti sottoscritti con gli altri Stati dell'Unione Europea

è necessario affinché il rapporto tra Stati non regredisca all'uso della forza; affermare l'autonomia della scienza rispetto alla politica. «Siamo contrari alle proibizioni inutili, ai divieti iconoclasti, alle intrusioni ideologiche nella vita di ciascuno: perché abbiamo fiducia nella capacità di autoregolarsi degli individui e delle comunità - si legge nel manifesto dell'associazione - siamo anche innamorati del principio di legalità, che per noi non è l'imposizione di una morale pubblica, ma il rispetto rigoroso delle regole e delle regole stabilite per modificare le regole. Ciò vale nella sfera privata come in quella pubblica e nel rapporto tra gli Stati, il quale altrimenti regredirebbe, come in passato, a mero scontro tra volontà di potenza. Siamo però preoccupati perché cogliamo intorno a noi segnali che la società italiana, così variegata, così divisa, così fragile nei suoi fondamenti di civiltà, stia imboccando nuovamente strade che portano lontano da questa idea del diritto».

"Italia Stato di diritto", le prime attività

Tra le attività in calendario si segnala una petizione

online diretta all'Agcom (Autorità garante per le comunicazioni) per chiedere che sia applicato il principio del contraddittorio nell'informazione televisiva. La petizione si chiama «Basta monologhi» e sarà accompagnata da «esposto all'Agcom per denunciare l'assenza di un parametro di verifica dell'applicazione del principio del contraddittorio e la proposta di una sua introduzione unitamente a strumenti di monitoraggio del suo rispetto». "Italia Stato di diritto", si schiera a sostegno del «ricorso proposto (dinanzi al Tar Calabria) dal Comune di Riace contro il ministero dell'Interno per denunciare la mancanza di proporzionalità nel provvedimento di revoca dei contributi concessi per il progetto di accoglienza dei richiedenti asilo e di loro trasferimento». Proposto, infine, un dibattito sull'applicazione o la disapplicazione da parte dei Comuni delle norme introdotte dal decreto sicurezza.


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