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Una legge per punire chi avvelena i cani

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Dopo l'uccisione col veleno del cane della Tamaro, la Lav chiede una legge ad hoc per contrastare la piaga dei bocconi avvelenati
cane fido

di Gabriella Lax - Serve una legge specifica che punisca chi uccide gli animali avvelenandoli. Dopo la brutta storia di Pimpi, il cane della scrittrice Susanna Tamaro, ultima vittima dei bocconi avvelenati, è la Lav con l'Enpa a reclamare in prima linea ed a chiedere ufficialmente una legge specifica che punisca chi si macchia di questo reato.

Dopo l'avvelenamento del cane della Tamaro, serve una legge ad hoc

«Pimpi è morta, è stata uccisa da un boccone avvelenato». Con un lungo post su Facebook la scrittrice Susanna Tamaro dice addio alla cagnolina che era con lei da appena sei mesi. Quello di Pimpi è solo l'ultimo della serie di avvelenamenti che vedono come vittime indifese i migliori amici dell'uomo. «Indignata dal fatto che, nonostante il ripetersi degli avvelenamenti di animali in tutto il Paese, Governo e Parlamento non abbiano ancora adottato contromisure efficaci per debellare una volta per tutte questa terribile piaga» si dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, esprimendo alla Tamaro la solidarietà per il crudele gesto dell'uccisione del cane. «Le istituzioni si muovano quante altre vita dobbiamo piangere prima che si faccia qualcosa? - afferma e mette a disposizione l'ufficio legale di Enpa «pronto a fornire a Susanna Tamaro tutta l'assistenza e il supporto di cui potesse dover avere bisogno. Nel caso in cui si arrivasse a un giudizio contro l'uccisore di Pimpi, Enpa si costituirà parte civile». Anche Michela Vittoria Brambilla (FI) ha espresso solidarietà e vicinanza all'amica Susanna Tamaro per la morte della sua cagnetta, uccisa dal 'solito' boccone avvelenato. Ed ha aggiunto «E' sorprendente, in materia, l'inerzia del governo e dello stesso Parlamento. E ora di affrontare il problema con una legge».

Una legge contro i "bocconi" avvelenati

Secondo la Lav ecco i contenuti indispensabili della legge che, in primis, dovrebbe rafforzare i contenuti dell'ordinanza del ministro della Salute del 2008, prorogata per un anno nel 2018 (fino al 16 luglio 2019) rendendo standard le procedure previste e uniformi sul territorio nazionale e che eroga sanzioni penali e amministrative più efficaci. Per la Lav dovrebbe essere prevista la sanzione della reclusione già stabilita dall'articolo 544 bis del Codice penale per l'uccisione degli animali, per anche il tentativo di avvelenamento e lo spargimento di bocconi avvelenati. Ed ancora servirebbe l'aumento di questa sanzione (ora prevista da quattro mesi a due anni) aumentandola da due a quattro anni di reclusione e la previsione del reato di 'strage di animali' laddove si attenta alla vita di più animali, con la reclusione fino a sette anni. Inoltre servirebbe l'interdizione immediata della caccia e della pastorizia nel raggio di un chilometro quadrato dal rinvenimento del boccone avvelenato e/o dell'animale ucciso; il ritiro della licenza di attività commerciale o venatoria per l'eventuale responsabile condannato; regole più severe per la vendita e la detenzione di sostanze velenose; precisi compiti per sindaco e prefetto a tutela della salute pubblica e degli animali.

(19/01/2019 - Gabriella Lax)
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