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Mamme avvocato: il legittimo impedimento è realtà

L'ordine degli avvocati di Milano ha pubblicato il nuovo protocollo che tutela la genitorialità dei legali
famiglia seduta al lago con padre che lavora al computer

di Valeria Zeppilli – Per le mamme avvocato milanesi il legittimo impedimento è realtà e opera a tutto tondo: il consiglio giudiziario di Milano ha infatti pubblicato il nuovo protocollo sulla genitorialità che tutela i legali che decidono di fare figli. Si tratta di un documento (sotto allegato) che sostituisce il precedente del 2011 e che contiene l'impegno a promuovere con ogni mezzo le pari opportunità e la tutela della genitorialità nell'esercizio della professione, nell'organizzazione delle attività giudiziarie e nella gestione dei relativi servizi amministrativi.

La maternità è un legittimo impedimento

Il protocollo, infatti, prevede che il giudice civile fissi le udienze, disponga i rinvii, stabilisca il calendario e valuti la possibilità di concedere la proroga dei termini tenendo conto dello stato di gravidanza dell'avvocato per il periodo che corrisponde al congedo di maternità stabilito dalla legge per i lavoratori dipendenti. A tal fine è necessario che il legale documenti il suo stato di gravidanza o l'avvenuta adozione o l'affido. Inoltre, non deve arrecarsi un grave pregiudizio alle parti nelle cause che richiedono la trattazione urgente.

Impedimento nel processo penale

Con riferimento al processo penale, il protocollo rinvia all'articolo 420-ter c.p.p., del quale il giudice deve tenere conto se l'avvocato ha comunicato lo stato di gravidanza o l'avvenuta adozione o l'avvenuto affido e lo ha documentato nel più breve tempo possibile. Anche in questo caso occorre considerare i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi al parto senza pregiudicare la trattazione di procedimenti in cui vi siano imputati sottoposti a misure cautelari personali. Per l'eventuale periodo precedente di gravidanza la causa di rinvio deve essere invece documentata con un certificato medico che attesti che sussistono patologie o che la gestazione è connotata da gravi complicazioni.

Ordine delle udienze e fila in cancelleria

Lo stato di gravidanza, poi, rappresenta una corsia preferenziale anche nella gestione dell'ordine di trattazione dei processi e nello svolgimento degli adempimenti di cancelleria. A tale secondo proposito, il protocollo fa riferimento anche al periodo successivo alla gravidanza e in particolare alle ragioni di urgenza legate all'allattamento, ad altri obblighi di cura della prole nei primi mesi di vita o ad altre gravi necessità dei figli.

Gravi necessità e allattamento

Con riferimento alla trattazione dei processi, l'allattamento e le gravi necessità dei figli, specie se riferite ai primi tre anni di vita, sono invece prese in considerazione quale motivo di fissazione di un orario specifico o di rinvio dell'udienza, qualora non sia possibile provvedere altrimenti all'assistenza del figlio e il genitore avvocato ne abbia la cura prevalente.

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Protocollo sulla genitorialità
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(11/07/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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