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Bollette a 28 giorni: Vodafone condannata a rimborsare

Il tribunale di Ivrea ha condannato Vodafone per la fatturazione a 28 giorni, invitandola a comunicare agli abbonati il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente prelevate
due donne contente guardando il telefono

di Gabriella Lax - Contro la tariffazione delle bollette ogni 28 giorni arriva anche la decisione di un giudice. Il tribunale di Ivrea ha condannato Vodafone, ordinando alla compagnia telefonica di inviare una comunicazione ai suoi abbonati informandoli del diritto alla restituzione delle somme che sono state ritenute illegittime applicando 13 canoni anziché 12. Oltre a dover ovviamente riportare la tariffazione a una cadenza mensile e non di quattro settimane.

Bollette a 28 giorni, Vodafone condannata

Come spiega sul sito il Movimento dei consumatori, il tribunale di Ivrea, lo scorso 29 marzo, con un'ordinanza cautelare ha accolto le domande del Movimento che aveva richiesto di inibire a Vodafone ogni sistema di fatturazione a 28 giorni per la telefonia fissa e ogni pattuizione contrattuale che consentisse cicli di rinnovo e fatturazione per periodi inferiori al mese o a suoi multipli.

Secondo l'organo giudiziario sono nulle le clausole che dal giugno 2017 hanno consentito la fatturazione a 28 giorni e l'applicazione di questo sistema costituisce pratica commerciale scorretta che ha gravemente danneggiato i consumatori. Per queste ragioni ha inibito l'applicazione delle clausole e dei sistemi di rinnovo e fatturazione a 28 giorni, condannando Vodafone a pubblicare il dispositivo dell'ordinanza sull'home page del proprio sito, su vari quotidiani. La stessa Vodafone dovrà inoltre inviare agli abbonati una comunicazione per informarli che la fatturazione a 28 giorni è illegittima, che verrà nuovamente riportata alla cadenza mensile e che hanno diritto alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte.

Movimento dei consumatori, illeciti che hanno riguardato milioni di cittadini

A commento della decisione del tribunale di Ivrea sono intervenuti gli avvocati Paolo Fiorio e Corrado Pinna che hanno assistito il Movimento Consumatori nella causa chiarendo: «Questi provvedimenti fanno finalmente chiarezza sui diritti dei consumatori, in linea con la l. 172/2017 che ha imposto la fatturazione mensile e con la decisione del Tar che ha confermato la delibera dell'Agcom che, per i contratti relativi alla telefonia fissa, imponeva la fatturazione su base mensile». E aggiunge Alessandro Mostaccio, segretario generale MC: «E' ora che finisca il braccio di ferro tra le compagnie telefoniche, i consumatori e l'Autorità. Vodafone restituisca subito quanto indebitamente percepito. In caso contrario la nostra associazione promuoverà un'azione di classe per tutelare milioni di cittadini ingiustamente danneggiati».

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(12/04/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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