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Separazione: addebito alla moglie aggressiva che ha cambiato serratura alla porta di casa

Per la Cassazione correttamente i giudici di merito hanno addebitato la separazione anche alla moglie a causa dei suoi atteggiamenti aggressivi e trancianti
di Lucia Izzo - La separazione va addebitata a entrambi i coniugi se sono stati i comportamenti reciproci a determinare una definitiva e insanabile frattura nel loro rapporto: anche la signora responsabile se, senza alcuno spirito di collaborazione, ha manifestato distacco e disaffezione con comportamenti aggressivi come quello di cambiare la serratura della porta di casa.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, nell'ordinanza n. 30746/2017 (qui sotto allegata) che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla moglie separata.

Il Tribunale, nel dichiarare la separazione tra i coniugi, l'aveva addebitata a entrambi e aveva rigettato la domanda della donna volta a ottenere un assegno di mantenimento. Decisione confermata anche in Corte d'Appello.

Addebito anche alla moglie a causa dei suoi atteggiamenti aggressivi e trancianti

In Cassazione la signora deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto (art. 360, n. 3, c.p.c., in relazione all'art. 151, comma 2, c.c.) quanto alla dichiarazione di addebito della separazione anche a suo carico.

Tuttavia, mancano specifiche e puntuali contestazioni nei confronti della sentenza impugnata e la deduzione di errori di diritto, individuati per mezzo della sola preliminare indicazione delle singole norme pretesemente violate, non basta a criticare adeguatamente le soluzioni adottate dal giudice del merito nel risolvere le questioni giuridiche poste alla base della controveria.

necessario, chiarisce la Cassazione, una valutazione comparativa con le diverse soluzioni prospettare nel motivo, non bastando la mera contrapposizione di queste ultime a quelle desumibile dalla sentenza impugnata.

Nel caso di specie, la Corte di merito, con conclusione corretta e non frustrata dalle doglianze della ricorrente, ha evidenziato che la definitiva e insanabile rottura del rapporto coniugale, tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza, stata determinata dai comportamenti reciproci dei coniugi.

La signora, in particolare, lungi dall'essere animata da spirito di collaborazione, ha manifestato il proprio distacco e la propria disaffezione "con sterili atteggiamenti aggressivi e trancianti come il cambio della serratura della porta di casa". Il suo ricorso va dunque respinto.

Cass., VI civ., ord. 30746/2017
(23/12/2017 - Lucia Izzo)
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