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Assemblee di condominio: il 15% non raggiunge il quorum e presenziano soprattutto gli uomini

I dati diffusi da Anammi, l'associazione europea degli amministratori di immobili, sulle riunioni condominiali e sui motivi che danno vita a vere e proprie guerre tra i condomini
sedia vuota stagliata sulla parete

di Gabriella Lax - Liti e contenziosi che maturano nei palazzi di tutta Italia, dando vita a vere guerre di condominio. A riportare i dati relativi a questa battaglia quotidiana ci pensa un sondaggio dell'Anammi (Associazione nazional-europea amministratori d'immobili). Le risposte sulla gestione delle assemblee condominiali hanno coinvolto ben 13mila associati. Il sondaggio ha avuto come temi le problematiche che i professionisti devono gestire e risolvere durante le assemblee condominiali.

Secondo il presidente dell'Anammi Giuseppe Bica «L'assemblea di condominio rappresenta un momento cruciale della nostra attività, una sorta di 'prova del nove' per il professionista del settore. Tanto è vero che, nei nostri corsi, dedichiamo parecchie ore a spiegarne le regole e ad addestrare psicologicamente i futuri amministratori. Lo stesso sondaggio dimostra che la sua gestione è molto delicata e deve essere affidata a professionisti seri».

Anammi, il 15% delle riunioni condominiali non raggiunge il numero legale

Pazienza e competenza sono le armi principali perché le assemblee di condomini si svolgano nel migliore dei modi. Quindi pazienza nell'ascolto e comprensione delle problematiche da un lato e competenze per offrire soluzioni certe e buone idee.

Intanto il 15% delle assemblee condominiali non si tengono per mancanza del quorum; e ancora soltanto nel 10% dei casi i condòmini chiedono di verificare le spese condominiali in sede di assemblea. Questa attività è sovente motivo di forti contrasti. Le spese includono quelle di ordinaria manutenzione, stabilite per legge (17%), pulizia (11,3%), acqua (9%), spese straordinarie (9%), compenso dell'amministratore (8%) e in coda le spese di conto corrente, pari al 4% delle contestazioni. Per il riscaldamento si litiga nel 7% dei casi, meno per l'ascensore (2,2%).

Secondo la nota dell'Anammi, in questi casi, il 50% dei condòmini si intestardisce sulla propria posizione, impedendo una discussione pacata e, soprattutto, uno svolgimento civile della riunione. Tutto questo avviene per ignoranza delle norme e discussioni che si interstardiscono anche sulle minuzie (52% degli intervistati).

E ancora per Anammi, toccherebbe al legislatore introdurre procedure più lineari per il recupero della morosità (22%), l'obbligo di presenza dei condòmini (7,5%) e, in generale, una minor quantità di adempimenti burocratici (12,5%). L'8% degli associati chiarisce che le modifiche non dovrebbero riguardare le norme bensì il comportamento dei condòmini: l'obbligo di buona educazione in assemblea. A tal proposito, per il 68% degli iscritti Anammi la qualità più importante per sopravvivere in assemblea è la pazienza, una quota del 19% indica invece la fiducia in sé stessi. Per il 60% degli intervistati, occorrono pazienza e competenza insieme.

Infine, il presidente Bica fa notare che «Sono gli uomini i maggiori frequentatori di assemblee di condominio (55% dei casi). Tuttavia, soltanto il 10% degli amministratori afferma di vedere in assemblea entrambi i sessi - un vero peccato poiché - le donne sono ottime mediatrici – afferma Bica – lo vediamo con le nostre associate».

(14/12/2017 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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