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Intercettazioni: arriva la stretta

La discussione sul decreto che attua la delega sulle intercettazioni prevista dalla riforma del processo penale è attesa in Consiglio dei Ministri e la stretta sulla selezione del materiale sembra ormai imminente
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di Valeria Zeppilli - Il decreto sulle intercettazioni attuativo della delega contenuta nella legge numero 103/2017 è stato consegnato dal Ministro Orlando nelle mani del Governo, che ci si dovrebbe confrontare nei prossimi giorni, probabilmente venerdì prossimo.

In sostanza, seppure in maniera meno rigida di quanto sembrava dalla prima bozza circolata il mese scorso, presto arriverà una stretta sulle conversazioni che saranno trascritte.

I contenuti della delega

La stessa legge, del resto, ha imposto al Governo di rendere più stringente la normativa in materia di intercettazioni, anche incidendo sulle modalità di utilizzazione cautelare dei risultati delle stesse e dando una precisa scansione procedimentale per la selezione del materiale intercettativo.

La bozza di decreto sulle intercettazioni

I contenuti della bozza di decreto pronta a sbarcare in Consiglio dei Ministri sono stati in parte anticipati da Repubblica, che ha sottolineato alcuni passaggi rilevanti del testo che dovrebbe andare a riformare in concreto la disciplina delle intercettazioni.

Ad esempio, si prevede che il colloquio tra imputato e difensore non potrà essere trascritto neanche sommariamente e che, invece del divieto di riproduzione integrale, sarà prevista la facoltà di riprodurre, nella richiesta e per l'esposizione delle esigenze cautelari e degli indizi, soltanto i brani essenziali delle comunicazioni e delle conversazioni intercettate.

Con riferimento, invece, alle intercettazioni che, per l'oggetto o per i soggetti coinvolti, non sono rilevanti e a quelle che, parimenti irrilevanti, riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, si prevede che di regola andranno indicati solo data, ora e dispositivo di registrazione, mentre la trascrizione sarà possibile solo facoltativamente, con decreto motivato del PM, quando questi ne valuterà la rilevanza per i fatti oggetto di prova.

Il PM

Al PM viene affidata la responsabilità dell'archivio in cui andranno a finire le conversazioni "segrete" che non sono state trascritte.

Il Pubblico Ministero, inoltre, avrà solo cinque giorni di tempo, salvo grave pregiudizio per le indagini, per formare l'elenco delle comunicazioni, delle conversazioni e dei flussi di comunicazioni informatiche e telematiche che risultano rilevanti ai fini di prova.

Leggi: "Riforma processo penale: è legge. Cosa cambia"


Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(26/10/2017 - Valeria Zeppilli)
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