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Addio definitivo alla Siae

Il decreto fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri sancisce la liberalizzazione in materia di diritti d'autore
nota musicale in un filo spinato concetto di censura

di Marina Crisafi - Liberalizzazione totale dei diritti d'autore e, dunque, addio al monopolio della Siae. Lo prevede il decreto fiscale approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, quale "appendice" della manovra di fine anno.

La norma, passata pressochè inosservata rispetto a quelle più attese, come la rottamazione bis delle cartelle fiscali (leggi: Dl Fisco approvato: dal 2018 nuova rottamazione cartelle e Come funziona la rottamazione bis delle cartelle) è volta a superare il regime di monopolio affidato sino ad oggi per legge alla Siae e a scongiurare la già annunciata procedura di infrazione da parte dell'Europa, per l'aperto contrasto con la direttiva Barnier che prescrive la liberalizzazione del settore dei diritti d'autore.

Tuttavia, nonostante ci sia chi canta già vittoria, il provvedimento (che, comunque, trattandosi di decreto legge dovrà superare il passaggio parlamentare per la conversione), prevede una liberalizzazione totale nella forma ma non nella sostanza. Vediamo perché:

Decreto fiscale: sancita liberalizzazione del settore dei diritti d'autore

La norma, come spiega il comunicato di palazzo Chigi, decreta espressamente la "liberalizzazione in materia di diritti d'autore" e il superamento senza se e senza ma del "monopolio della Siae in materia di raccolta dei diritti d'autore, estendendo a tutti gli organismi di gestione collettiva operanti sul territorio dell'Ue la possibilità di operare direttamente sul mercato italiano, senza alcuna intermediazione da parte della Siae".

Siae: liberalizzazione solo a metà

Tuttavia, tra le pieghe del dl, e, nello specifico tra due "trattini", si cela una sorta di liberalizzazione "selettiva".

Il decreto dispone, infatti, che le società che possono operare liberamente nella raccolta dei diritti d'autore sono: "gli enti senza fine di lucro e a base associativa".

Ciò significa che le società private for-profit, a cominciare dalla Soundreef (che gestisce, tra gli altri, i diritti di cantanti come Fedez, Rovazzi, ecc.), sono escluse dalla possibilità di intermediare direttamente i diritti d'autore e gli unici enti a livello europeo che rispecchiano le caratteristiche indicate dal decreto sono, di fatto, le "omologhe" europee della Siae.

(15/10/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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