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Banche: i limiti all'approvazione dell'estratto conto

L'efficacia probatoria dell'estratto conto anche tacitamente approvato
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Avv. Giampaolo Morini - Il tema degli obblighi di comunicazione periodica al clientela è trattato nell'articolo 119 testo unico bancario che mira a porre i contraenti tradizionalmente considerati più deboli in condizione di acquisire tutte le informazioni necessarie e renderli consapevoli del contenuto del contratto e dello svolgimento del rapporto bancaria o finanziaria.

L'approvazione dell'estratto conto

Lo strumento che consente di realizzare questa finalità è rappresentato dal periodico invio di una comunicazione riepilogativa, che si uniformi alle disposizioni del CICR il quale stabilisce, oltre alla cadenza temporale di tale comunicazione, i principi di completezza e chiarezza cui lo spargimento del rapporto deve uniformarsi (articolo 119 comma 1 testo unico bancario).

Il comma 3 dell'articolo 119 testo unico bancario prevede una procedura di silenzio assenso per l'approvazione dell'estratto conto: in mancanza di opposizione scritta da parte del cliente nel termine di 60 giorni dal ricevimento, l'estratto conto si intende approvato.

Sia dottrina che giurisprudenza attribuiscono all'approvazione dell'estratto conto natura di dichiarazione di scienza, ovvero di confessione stragiudiziale e non di dichiarazione di volontà, capaci di produrre modificazione del rapporto sottostante (cassazione 6 dicembre 1969, n.3897).

Si ritiene inoltre che la contestazione debba essere fatta in modo specifico, con riferimento alle singole poste, e nulla valendo una contestazione generica: cassazione 22 maggio 1990, n.4617; cassazione 30 gennaio 2002, n.1228.

L'estratto conto approvato fa piena prova

Una volta approvato anche tacitamente l'estratto conto fa piena prova tra le parti anche in giudizio dei reciproci rapporti di dare avere ai sensi dell'articolo 1832 cc. Anche prima dell'approvazione dell'estratto conto costituisce prova scritta al fine dell'ottenimento di un decreto ingiuntivo nei confronti del cliente laddove ne sia certificata la sua conformità alle scritture contabili da un dirigente della banca creditrice, il quale deve altresì dichiarare che le credito è vero e liquido (articolo 50 testo unico bancario). È stato ritenuto che la produzione dell'estratto conto costituisce prova piena del credito della banca non solo nel procedimento monitorio, ma anche del giudizio di opposizione (appello Roma, 28 maggio 2009; tribunale Roma, 21 ottobre 1999) a differenza dell'estratto saldo conto di cui all'abrogato articolo 102 legge bancaria la cui efficacia probatoria era ritenuta limitata al solo procedimento monitorio.

Pare però di poter ritenere che l'estratto conto di cui all'articolo 50 testo unico bancario abbia un'efficacia probatoria del credito della banca limitata all'ottenimento di un'ingiunzione di pagamento, a meno che non vi sia la prova della sua ricezione da parte del cliente (a cui potrà assimilarsi la sua produzione in giudizio, come precisato da cassazione 3 settembre 2304, n.18578, cassazione 15 settembre 2000 n.12169 e da appello Reggio Calabria, 25 settembre 2003), a cui non sia seguita alcuna specifica contestazione da parte del cliente. In mancanza di siffatta prova, si ritiene che la banca debba produrre gli estratti conto relative all'intero rapporto bancario (tribunale Pescara, 7 giugno 2005). Non ha però alcuna efficacia probatoria la certificazione ex articolo 50 testo unico bancario che contenga esclusivamente il saldo finale del rapporto, in quanto essa rappresenta esclusivamente il risultato della somma algebrica di reciproche rimesse annotate nel conto corrente e non costituisce estratto conto, rilevante ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1832 cc.

Deve inoltre escludersi, con riguardo al saldo, l'operatività dell'articolo 2710 cc, posto che esso non può rappresentare "scrittura contabile regolarmente tenuta", esaurendosi in un unico dato riassuntivo, il saldo risultante dal libro saldoconti che può anche essere la risultante di più conti il quale non consente alla controparte un diretto riscontro alle scritture contabili (tribunale Roma, 30 giugno 1999).

L'approvazione dell'estratto conto consente in ogni caso al cliente le seguenti contestazioni: di impugnazione ai sensi dell'articolo 1832 cc dell'estratto conto per errori materiali entro sei mesi dalla ricezione dell'atto; l'impugnazione della validità ed efficacia dei rapporti cui si riferiscono le singola annotazioni (cassazione 18 settembre 2008 n.2387, cassazione 24 maggio 2006 n.12372, cassazione 11 marzo 1996 n.1978; tribunale Mantova, 31 agosto 2004).

Avv. Giampaolo Morini

Corso Garibaldi, 7

55049 Viareggio (LU)

giampaolo@studiolegalemorinigiampaolo.it

0584361554

(18/09/2017 - Avv.Giampaolo Morini)
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