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La ricusazione del giudice civile

Cos'è e quando e come può essere proposta
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di Valeria Zeppilli

Cos'è la ricusazione del giudice civile

La ricusazione del giudice civile è uno strumento mediante il quale un magistrato, la cui imparzialità è posta in discussione dal verificarsi di uno dei motivi specificamente individuati dal legislatore, può essere sostituito con un collega su richiesta di una delle parti.

Le ipotesi di ricusazione

Più in particolare, l'articolo 52 del codice di procedura civile subordina la facoltà delle parti di domandare la ricusazione al verificarsi di una delle cause che obbligherebbero il giudice ad astenersi non seguito dall'attivazione di ufficio dell'apposito procedimento.

Il riferimento va quindi al precedente articolo 51, che elenca le ipotesi in cui il giudice dovrebbe astenersi e, quindi, le ipotesi che legittimano la ricusazione.

Si tratta, nel dettaglio, delle ipotesi in cui:

  • il giudice ha interesse nella causa stessa o in altra causa che verte sulla stessa questione di diritto;
  • il giudice o il suo coniuge è legato a una delle parti o al suo difensore da un rapporto di parentela sino al quarto grado o di convivenza;
  • il giudice o il suo coniuge è commensale abituale di una delle parti o di uno dei difensori;
  • il giudice o il suo coniuge ha una causa pendente con una delle parti o uno dei difensori;
  • il giudice o il suo coniuge ha una grave inimicizia o dei rapporti di credito o di debito con una delle parti o uno dei difensori;
  • il giudice ha dato consiglio o ha prestato patrocinio nella causa o ha deposto in essa come testimone, ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro, vi ha prestato assistenza come consulente tecnico;
  • il giudice è tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti;
  • il giudice è amministratore o gerente di un ente, un'associazione, un comitato, una società o uno stabilimento che ha interesse nella causa.

La proposta di ricusazione

Se ricorre una delle predette ipotesi, quindi, ciascuna delle parti può proporre la ricusazione del giudice. A tal fine, deve depositare in cancelleria un ricorso nel quale vanno indicati i motivi specifici alla base della richiesta e i mezzi di prova idonei a dimostrarli.

La possibilità di far valere il difetto di imparzialità del giudice proponendo la ricusazione, inoltre, è assoggettata a dei termini ben precisi, che variano a seconda che il ricusante conosca o meno il nome dei giudici che sono chiamati a decidere la causa.

Nel primo caso, il ricorso va depositato due giorni prima dell'udienza; nel secondo caso va depositato prima dell'inizio della trattazione o della discussione della causa.

La sospensione del processo

Per espressa previsione codicistica, la ricusazione sospende il processo.

In ordine all'esatta portata di tale affermazione si rinvengono due diversi orientamenti interpretativi, che vedono divisi coloro che ritengono che la sospensione derivi automaticamente dal deposito del ricorso da parte del ricusante da coloro che ritengono che essa richieda che le condizioni e i termini prescritti per il ricorso siano giudicati ammissibili.

In ogni caso, gli atti compiuti durante la sospensione sono nulli, tranne quelli adottati per emergenza. Restano validi anche i provvedimenti cautelari di cui agli articoli 669-quater e seguenti del codice di procedura civile.

Vedi anche la guida pratica sulla ricusazione con giurisprudenza

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(18/08/2017 - Valeria Zeppilli)
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