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Processo civile telematico: se la busta supera i 30 mega

Ecco cosa fare per evitare il doppio invio o come provvedervi quando non è possibile farne a meno
computer interrrogativo

di Valeria Zeppilli – Quando si procede a un deposito telematico è necessario tenere in debito conto il peso complessivo dei file che si vanno a depositare, in quanto le specifiche tecniche prevedono che la busta telematica può avere una dimensione massima pari a 30 megabyte. Senza dimenticare che, peraltro, sul peso incide anche l'eventuale firma digitale da apporre su alcuni dei file che si depositano.

Come comportarsi, quindi, se la busta supera i trenta mega?

Divisione in più buste

In forza di quanto stabilito dalla legge numero 90/2014, più in particolare dall'articolo 51, è possibile effettuare più depositi, in maniera tale da distribuire i file su più buste il cui peso, singolarmente, non eccede le dimensioni massime consentite. È tuttavia necessario depositarle tutte in maniera tale che la ricevuta di consegna di ognuna non arrivi oltre le 23:59 del giorno di scadenza del deposito. Inoltre, creare più buste può risultare talvolta difficoltoso o, quanto meno, rischioso per coloro che non hanno particolare dimestichezza con il telematico e che fanno fatica anche a depositare una sola busta.

Ecco quindi alcuni accorgimenti utili a ridurre la dimensione dei file da allegare: seguendoli, in molti casi sarà possibile utilizzare una sola busta.

Verifica preliminare del peso

La prima cosa da fare per non farsi trovare impreparati al momento del deposito è la verifica preventiva del peso degli atti e dei documenti che si andranno a inserire nella busta telematica.

Il consiglio è quindi quello di inserirli prima in una cartella del computer e di verificarne il peso complessivo cliccando con il tasto destro del mouse sull'icona e poi con il sinistro sulla voce "proprietà".

Scansioni

Se il peso eccede quello consentito, occorre verificare che i documenti da allegare siano stati scansionati preferibilmente in bianco e nero (a meno che non si tratti di foto, per le quali la sfumatura di colore può essere importante) e optando per la bassa risoluzione, a meno che la qualità originaria dell'immagine non sia scarsa. Per un normale documento, ad esempio, anche 100 o 150 dpi possono andar bene.

A tal fine è sufficiente accedere alle impostazioni dello scanner e selezionare la risoluzione preferita. Molto spesso, infatti, tali apparecchi optano in automatico per la qualità migliore che però, ai fini che interessano gli avvocati, molto spesso non è affatto necessaria.

Compressione dei file

Se nonostante ciò la busta supera ancora i 30 mega, un altro accorgimento utile per provare ad evitare il doppio invio è quello di comprimere i file.

A tal fine, è possibile utilizzare uno dei numerosi programmi gratuiti online che permettono di ridurre il peso dei pdf, come ad esempio smallPDF o IlovePDF.

Doppia busta per un atto introduttivo

Se nonostante tutte queste operazioni la busta telematica è ancora troppo pesante, non ci si potrà sottrarre dal doppio invio, tenendo a mente una fondamentale distinzione: quella tra atto introduttivo e atto endoprocessuale.

Se infatti la busta da depositare riguarda un atto introduttivo (come ad esempio un decreto ingiuntivo), il primo deposito dovrà contenere almeno l'atto, la procura, l'indice dei documenti (con la specificazione che per alcuni seguirà un ulteriore deposito), la procura alle liti, l'attestazione di versamento del contributo unificato e la nota di iscrizione a ruolo. A questi elementi vanno aggiunti, ovviamente, i documenti che entrano nella busta.

A questo punto, prima di procedere con il secondo deposito bisogna necessariamente attendere che la cancelleria accetti il primo, lo lavori e comunichi il relativo numero di ruolo: solo così sarà possibile associare la nuova busta alla prima.

Non è quindi possibile completare l'intera operazione procedendo al doppio invio in maniera consecutiva.

Si precisa che per il secondo deposito si potrà indicare, scegliendo la tipologia di busta, o la voce memoria generica o quella produzione documenti richiesti dal giudice.

Doppia busta per un atto endoprocessuale

La questione è più semplice se l'atto da depositare è un atto endoprocessuale.

In tal caso, infatti, non occorre attendere nessuna comunicazione dalla cancelleria ma è possibile procedere al doppio deposito in sequenza, avendo cura di identificare il secondo come memoria generica o produzione documenti richiesti dal giudice.

Vai alla guida: "Il processo civile telematico"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(23/05/2017 - Valeria Zeppilli)
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