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La mediazione obbligatoria

Cosa è, quali materie riguarda e come si svolge il relativo procedimento
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di Valeria Zeppilli


Definizione

La mediazione obbligatoria è uno strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie al quale alcune materie sono assoggettate dal nostro ordinamento e che, se non viene esperita, comporta l'improcedibilità delle relative azioni in giudizio.

Materie sottoposte a mediazione obbligatoria

Proprio l'obbligatorietà della mediazione in passato ha comportato la parziale declaratoria di illegittimità costituzionale del decreto legislativo numero 28/2010, che è quello che si occupa di tale istituto, tanto da scomparire per un certo arco di tempo dal nostro ordinamento (Corte Cost. sent. n. 272/2012).

La mediazione obbligatoria, tuttavia, ha fatto un nuovo ingresso nel sistema giuridico italiano con il decreto legge numero 69/2013 che la ha reintrodotta circoscrivendone la portata.

Oggi le materie in cui l'azione giudiziaria deve essere necessariamente preceduta da un tentativo di mediazione, quindi, sono un numero limitato, espressamente individuato dal nuovo articolo 5 del decreto legislativo numero 28/2010. Si tratta, in particolare di:

  • condominio,
  • diritti reali,
  • divisione,
  • successioni ereditarie,
  • patti di famiglia,
  • locazione,
  • comodato,
  • affitto di aziende,
  • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità,
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Mediazione facoltativa

La predetta limitazione, in ogni caso, riguarda solo ed esclusivamente i casi di mediazione obbligatoria. A quest'ultima, infatti, si affianca la mediazione facoltativa, che è quella liberamente scelta dalle parti nel caso in cui, nonostante l'assenza di vincoli di procedibilità della domanda, ritengano che tale opzione possa essere utile per giungere a una composizione bonaria di una qualsivoglia controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.

Domanda di mediazione e durata del procedimento

Il procedimento di mediazione prende il via con una domanda presentata dal soggetto interessato a un organismo di mediazione del luogo in cui si trova il giudice territorialmente competente per la relativa e potenziale causa di merito.

Si segnala che in ogni territorio possono esserci più organismi di mediazione e, nel caso in cui la medesima richiesta venga presentata a due o più di essi, la competenza è di quello che la ha ricevuta per primo.

Una volta ricevuta la domanda l'organismo, entro 30 giorni dal deposito, fissa il primo incontro tra le parti. In ogni caso, il procedimento di mediazione può durare al massimo tre mesi decorrenti dalla data di deposito della domanda di mediazione.

Adesione al procedimento

Dopo che l'organismo di mediazione ha fissato il primo incontro, la parte istante è tenuta alla notifica all'altra parte, invitandola a partecipare al procedimento. Quest'ultima, tuttavia, può anche decidere di non presentarsi al primo incontro oppure può aderire dichiarando la propria volontà di non proseguire.

Ciò non toglie che l'organismo debba comunque redigere il verbale, eventualmente attestando la mancata partecipazione o la volontà della parte di non proseguire.

Va comunque tenuto conto del fatto che dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio e della circostanza che la parte costituita che, nei casi di mediazione obbligatoria, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, è condannata al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Svolgimento della mediazione

La mediazione si svolge senza formalità presso la sede operativa dell'organismo di conciliazione scelto per il procedimento o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo stesso.

Durante il primo incontro il mediatore chiarisce ai presenti sia la funzione della mediazione che le modalità con cui la stessa di svolge e invita le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione. Solo in caso di risposta positiva, procede con lo svolgimento che potrà articolarsi in uno o più incontri. In caso di risposta negativa, invece, redige il verbale di mancato accordo, in conseguenza del quale né l'organismo di mediazione né il mediatore hanno diritto al compenso.

Esito della mediazione

La procedura di mediazione può ovviamente portare sia a un esito positivo che a un esito negativo.

Nel primo caso, il mediatore forma processo verbale al quale allega l'accordo raggiunto, sottoscritto sia dalle parti che dagli avvocati (NB: la cui presenza è obbligatoria in tutte le fase della mediazione) che ne attestano anche la conformità alla normativa vigente e all'ordine pubblico.

Nel secondo caso, il mediatore redige verbale di fallita conciliazione, da utilizzare per il successivo eventuale giudizio (che comunque non può mai iniziare sin quando la mediazione non è conclusa, con qualsivoglia esito).

Prima di giungere a ciò, tuttavia, è anche possibile che il mediatore formuli una proposta di mediazione, sia di sua iniziativa che, obbligatoriamente, in caso di richiesta delle parti. Chiaramente, la proposta non è vincolante.

Efficacia dell'accordo

L'accordo raggiunto in sede di mediazione e sottoscritto dalle parti e dagli avvocati costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione per consegna e rilascio, per l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

Riservatezza

Il procedimento di mediazione non è pubblico ma si svolge privatamente, con obbligo del mediatore di mantenere l'assoluta riservatezza circa le dichiarazioni rese dalle parti nel corso del procedimento e le informazioni che abbia acquisito dalle stesse.

Se, poi, il mediatore sfrutta la possibilità di incontrare le parti separatamente, dovrà mantenere il riserbo anche su ciò che ciascuna di esse gli riferisce, salvo che sia espressamente autorizzato a rivelarlo.

Il mediatore

La disamina del procedimento di mediazione rende evidente che il ruolo di primo piano per il corretto svolgimento dello stesso è ricoperto dal mediatore.

Questo, quindi, deve essere imparziale e in generale è designato dall'organismo di mediazione sulla base dei criteri stabiliti dal proprio regolamento interno, anche se è possibile che siano le parti a indicarlo, sebbene solo su decisione congiunta.

Il mediatore, in ogni caso, non è un giudice ma un soggetto incaricato di individuare quale sia l'interesse primario di ciascuna parte e di guidarle tutte verso un accordo che sia per loro soddisfacente.

Per poter ricoprire tale ruolo è necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale o essere iscritto a un ordine professionale ed aver seguito almeno 50 ore di formazione specifica.

Costi della mediazione

La mediazione obbligatoria (così come quella facoltativa) è sottoposta a costi.

Innanzitutto vi sono le spese di avvio della procedura, stabilite in 40 euro per ciascuna parte, alle quali si sommano delle indennità connesse al valore presunto della controversia stabilite in una tabella predisposta da Ministero, con possibilità di aumentarle o diminuirle in base alle situazioni del caso concreto o al ricorrere di determinate situazioni note a priori.

Si precisa che le spese di mediazione non possono essere decurtate in nessun caso da quelle dell'eventuale successiva causa né sono detraibili fiscalmente. Tuttavia, gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto e il verbale di accordo è esente dall'imposta di registro entro il limite di valore di 50mila euro.

Gratuito patrocinio

Resta infine da dire che la possibilità di avvalersi del gratuito patrocinio è limitata alle indennità dovute all'organismo di mediazione, mentre ogni parte deve sempre e comunque farsi carico autonomamente degli onorari dell'avvocato che la assiste.

Leggi anche: "Mediazione e negoziazione assistita: casi di obbligatorietà e aspetti procedurali"

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Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(16/03/2017 - Valeria Zeppilli)
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