Il magistrato, come qualunque altro cittadino, puo' richiedere l'intervento delle forze dell'ordine per questioni private nel caso sorgano litigi con l' ex consorte sull'affidamento dei figli. Il suo comportamento, infatti, non rappresenta un 'abuso' delle sue funzioni, a meno che sia reclamato 'un trattamento di privilegio correlato alla qualifica professionale rivestita e alle funzioni esercitate'. Le Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno cosi' annullato la sanzione dell'ammonimento inflitta dal Csm a Davide Rosati, sostituto procuratore alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, 'per aver gravemente mancato ai propri doveri di correttezza e di soggezione alla legge, rendendosi immeritevole della fiducia e considerazione di cui il magistrato deve godere' per avere richiesto l'intervento dei carabinieri presso l'abitazione della ex consorte Elena per fare constatare 'l'inosservanza, da parte della ex, del provvedimento disciplinante l'affidamento del figlio minore'.
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