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Indennità di accompagnamento: solo per redditi bassi

E contributo obbligatorio per la non autosufficienza anche a carico dei pensionati. Le proposte del presidente dell'Inps Tito Boeri
uomo invalido sulla sedia a rotelle

di Marina Crisafi - Indennità di accompagnamento? Solo ai redditi più bassi. È quanto propone il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel corso del convegno tenuto stamane alla Camera.

Per il presidente dell'istituto previdenziale, infatti, "i 512 euro al mese erogati per le indennità di accompagno non sono sufficienti a coprire le esigenze delle famiglie". Da qui, la necessità di porsi l'obiettivo "di graduare i trasferimenti in base alle capacità reddituali delle famiglie - spiega Boeri - dando priorità ai redditi più

bassi a discapito dei redditi più alti che possono pagare l'assistenza".

Ma non solo, a detta del numero uno dell'Inps, per recuperare fondi a favore degli interventi per la non autosufficienza occorrerebbe prevedere un contributo a carico sia dei lavoratori che degli stessi pensionati. Altro che ridurre la contribuzione obbligatoria previdenziale, in sostanza, per Boeri, c'è invece da domandarsi "se non valga la pena di introdurre un contributo obbligatorio e trasparente per la non autosufficienza". Nel pubblico impiego, peraltro, tale contributo già esiste ed è pari allo 0,35% del salario. A questo punto, in base alla proposta del presidente, si potrebbe inserire direttamente nella contrattazione collettiva, evitando che sia volontario, ed estenderlo obbligatoriamente anche ai pensionati, conclude Boeri, "come avviene già in Germania".

(09/02/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com

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