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La franchigia

Il contratto di assicurazione con franchigia e l'indagine sulla vessatorietà
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Avv. Laura Bazzan - La franchigia è una clausola del contratto di assicurazione con la quale le parti convengono che, in caso di sinistro, parte dell'indennizzo liquidato dall'impresa resti a carico dell'assicurato. La clausola di franchigia, in altre parole, limita la garanzia prestata dalla compagnia assicuratrice ed indica la parte del danno liquidato non coperto dalla polizza.

La franchigia relativa

La franchigia relativa esclude il diritto al risarcimento dell'assicurato al di sotto di una determinata soglia, superata la quale, il risarcimento viene corrisposto integralmente. L'obbligo della compagnia assicuratrice di indennizzo pieno del danno, pertanto, è subordinato al superamento della soglia indicata; viceversa, non vi è copertura assicurativa né operatività della polizza quando il danno sia pari o inferiore alla soglia pattuita.

La soglia indicata in franchigia determina l'oggetto e il limite della garanzia assicurativa, di talché la relativa clausola si sottrae agli effetti dell'art. 1341 c.c. Invero, secondo quanto precisato dalla giurisprudenza di legittimità, per stabilire se le clausole di un contratto di assicurazione abbiano o meno natura vessatoria deve accertarsi se esse definiscono l'oggetto del contratto, precisando il contenuto e i limiti della garanzia del rischio assicurato, ovvero se pongano condizioni limitative della responsabilità dell'assicuratore, con la conseguenza che solo nel secondo caso è richiesta la specifica approvazione per iscritto (cfr. ex multis, Cass. n. 1430/2002).

La franchigia assoluta

La clausola di franchigia assoluta pone a carico dell'assicurato una quota percentuale o fissa dell'indennizzo dovuto rispetto al rischio oggetto di copertura individuato dal contratto e a prescindere dall'entità del danno patito, obbligando la compagnia assicuratrice a pagare soltanto la parte eccedente la franchigia.

Si tratta di una clausola che non definisce l'oggetto del contratto, ma incide unicamente sull'entità dell'indennizzo, limitando la responsabilità dell'assicuratore ai soli casi in cui il danno superi la franchigia e per la sola differenza tra i due importi. Tale clausola, quindi, non attiene alla sfera della limitazione del rischio bensì alla diversa sfera dei limiti all'obbligo di risarcire il danno (cfr. Cass. n. 5158/2005). Ne consegue la sua configurabilità quale clausola vessatoria, con il relativo onere per la compagnia assicuratrice, che intenda evitarne la declaratoria di nullità, di provare la specifica trattativa individuale con l'assicurato ai sensi del combinato disposto degli artt. 1341 c.c. e 33 e ss. cod. cons.

(29/01/2017 - Avv.Laura Bazzan) Foto: 123rf.com
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