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Saldo e stralcio: cos'è e quali sono gli effetti

La disciplina e la giurisprudenza sull'accordo transattivo tra debitore e creditore
mani che si accordano e scambiano soldi

Avv. Daniele Paolanti - Con l'espressione "saldo e stralcio" si intende un accordo transattivo intercorrente tra debitore e creditore in virtù del quale il primo si impegna a corrispondere una somma di importo inferiore rispetto a quella originaria ed il secondo accetta. L'impegno del creditore consiste dunque nell'accettare la somma offerta dal debitore, sebbene inferiore a quanto originariamente pattuito, ma al contempo gli giova perché potrà risparmiarsi determinate e lunghe procedure esecutive e di recupero. Il pagamento a saldo e stralcio è di norma eseguito in un'unica soluzione ma nulla osta a che le parti si accordino per un pagamento a saldo e stralcio che sia dilazionato nel tempo.

Perché conviene?

Come poc'anzi detto, le ragioni per le quali preferire un pagamento a saldo e stralcio sono molteplici ma il più delle volte si sostanziano in esigenze di carattere pratico. Il debitore, in species, può transare anche una riduzione del debito consistente (come ad esempio un abbattimento del 30 o 40%) mentre il creditore, ex adverso, riesce a recuperare celermente una parte del suo credito. Questi infatti potrebbe preferire che la somma di cui è creditore gli venga corrisposta subito e potrebbe ritenere smisuratamente oneroso (e rischioso) procedere giudizialmente per il recupero forzoso del credito. Un accordo a saldo e stralcio è potenzialmente idoneo a chiudere anche un processo esecutivo se, prima della vendita, debitore e creditore riescano ad accordarsi per transigere ad un prezzo inferiore il rientro del debito.

Conseguenze della chiusura a saldo e stralcio

Ovviamente debitore e creditore si impegnano, al momento della chiusura del rapporto definendo le condizioni di transazione, a non pretendere le une dalle altre alcunché in relazione a quello specifico rapporto. Il debitore si impegna a pagare la somma concordata (il cui importo è ovviamente inferiore rispetto alla cifra originariamente pattuita) e il creditore libera il debitore dalla sua obbligazione.

La giurisprudenza

Di recente la Cassazione ha chiarito che in caso di condebitori solidali può avvantaggiarsi della chiusura a saldo e stralcio qualsiasi condebitore (sentenza n. 22231/2014). Hanno precisato i Giudici di Piazza Cavour nel citato precedente che "sul presupposto che la transazione parziaria non può né condurre ad un incasso superiore rispetto all'ammontare complessivo del credito originario, né determinare un aggravamento della posizione dei condebitori rimasti ad essa estranei, neppure in vista del successivo regresso nei rapporti interni, "il debito residuo dei debitori non transigenti è destinato a ridursi in misura corrispondente all'ammontare di quanto pagato dal condebitore che ha transatto solo se costui ha versato una somma pari o superiore alla sua quota ideale di debito. In caso contrario, se cioè il pagamento è stato inferiore alla quota che faceva idealmente capo al transigente, il debito residuo che resta tuttora a carico solidale degli altri obbligati dovrà essere necessariamente ridotto (non già di un ammontare pari a quanto pagato, bensì) in misura proporzionale alla quota di chi ha transatto, giacché altrimenti la transazione provocherebbe un ingiustificato aggravamento per soggetti rimasti ad essa estranei". Con sentenza n. 12876/2015 la Suprema Corte ha inoltre chiarito che una transazione chiusa a saldo e stralcio non costituisce una transazione novativa poiché, le parti addivengono ad un ridimensionamento del debito concordando nuovi termini e modalità di pagamento.

Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(27/12/2016 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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