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Il diritto di antenna

Contenuto e limiti del diritto soggettivo di installare antenne per telecomunicazioni
Antenna parabolica su uno sfondo di cielo e nuvole

Avv. Laura Bazzan - Il cd. diritto di antenna consiste nel diritto ad installare proprie antenne per le telecomunicazioni, ed accessori necessari al loro funzionamento, su beni condominiali o beni altrui.

Si tratta di un diritto soggettivo perfetto di natura personale, cui la giurisprudenza maggioritaria riconosce carattere assoluto quale espressione del diritto costituzionalmente garantito all'informazione (cfr. Cass. n. 7418/1983). Il diritto di antenna comprende, altresì, il diritto di accedere alle parti comuni o di proprietà esclusiva per provvedere alla manutenzione e riparazione degli impianti di ricezione e trasmissione.

Tale diritto è riconosciuto dagli artt. 1 e 3 della L. n. 554/1940 e dall'art. 231 del d.p.r. n. 156/1973 ed è attualmente regolato dagli artt. 91 e 209 del d.lgs. n. 259/2003 (cd. Codice delle comunicazioni elettroniche).

Con riferimento ai rapporti di condominio, la materia resta comunque disciplinata dalle regole sull'uso della cosa comune e con riferimento agli altri proprietari, dalle norme sui rapporti di vicinato, dalle speciali leggi di settore e dagli accordi tra privati.

Limiti al diritto di antenna

Il diritto di antenna è limitato dal diritto di proprietà, di talché le installazioni non possono impedire il libero uso della proprietà secondo la sua destinazione né arrecare danni alla proprietà medesima o a terzi.

In particolare, in caso di edifici condominiali, il sacrificio imposto al proprietario che debba acconsentire all'installazione di antenne televisive altrui è giustificato soltanto ove sia impossibile per l'avente diritto utilizzare spazi propri o condominiali. Si applica, in altre parole, un criterio di necessità inteso come impossibilità per il condomino di provvedere all'installazione nella porzione di sua proprietà esclusiva o comune; secondo quanto precisato dalla giurisprudenza, "questo insegnamento fa leva sulla ragionevole considerazione che il diritto predicato […] incontra il divieto di menomare il diritto di proprietà […]. Il diritto vantato dal singolo non comprende infatti la facoltà di scegliere voluttuariamente il sito preferito per l'antenna, ma, come è insito nei principi generali in materia di condominio, di atti emulativi e di imposizione di servitù coattive, va coordinato con la esistenza di una effettiva esigenza di soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini e quindi con il dovere della proprietà servente di soggiacere alla pretesa del vicino solo qualora costui non possa autonomamente provvedere ai propri bisogni" (Cass. n. 9427/2009).

Se l'interessato intende installare l'antenna in un bene di proprietà comune, invece, il criterio è costituito dal miglior godimento nel rispetto del decoro architettonico, della destinazione della cosa comune e del pari uso da parte dei comproprietari ai sensi degli artt. 1102 e 1139 c.c. (cfr. Cass. n. 8808/2003).

(23/10/2016 - Avv.Laura Bazzan)
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