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I vagoni fanno troppo rumore? Trenitalia risarcisce i residenti della zona

Per la Cassazione il limite della tollerabilità dipende dalla situazione ambientale, che varia da luogo a luogo in base alle caratteristiche della zona
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di Valeria Zeppilli – Chi abita vicino a una ferrovia lo sa bene: il passaggio dei treni rende impossibile qualsiasi comunicazione domestica. Specie il passaggio di certi treni.

Ma dalla Cassazione arriva una bella notizia: se i vagoni fanno troppo rumore, Trenitalia deve risarcire i residenti.

Con la sentenza numero 20198 del 7 ottobre 2016 (qui sotto allegata), i giudici di legittimità hanno infatti confermato la decisione con la quale nel merito era stato ritenuto che in determinate zone le immissioni sonore prodotte dalla movimentazione dei vagoni di Trenitalia superasse il limite stabilito dall'articolo 844 del codice civile.

La Corte, con l'occasione, ha ricordato che il limite della tollerabilità delle immissioni rumorose non ha carattere assoluto.

Esso, piuttosto, dipende dalla situazione ambientale, che varia da luogo a luogo in base alle caratteristiche della zona e alle abitudini di chi la abita.

Di conseguenza, non può essere censurata la decisione con la quale il giudice del merito provvede, in concreto, all'accertamento di tale limite: anche se i criteri assoluti fissati dalla normativa vigente in materia di rumore non sono superati, la soglia della normale tollerabilità può comunque essere oltrepassata (come avvenuto nel caso di specie).

Per i giudici, del resto, nonostante l'entrata in vigore dell'articolo 6-ter del decreto legge numero 208/2008 la differenziazione tra la tutela amministrativa e quella civilistica deve restare attuale e non è possibile attribuirsi a tale norma una portata aprioristicamente derogatoria della disposizione codicistica.

Confermata, quindi, la condanna inflitta a Trenitalia: la società dovrà sia risarcire gli abitanti delle zone limitrofe ad una ferrovia per il rumore troppo alto prodotto dai suoi vagoni che oliare periodicamente le rotaie.


Corte di cassazione testo sentenza numero 20198/2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(08/10/2016 - Valeria Zeppilli)
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