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Va "in bianco" il marito che puzza. E se insiste rischia una condanna penale. Parola di Cassazione

Due singolari vicende passate al vaglio della Suprema Corte
donna che indica uomo che puzza

di Valeria Zeppilli – Sopportare odori sgradevoli è tutt'altro che semplice, soprattutto in estate quando il caldo favorisce l'acuirsi del problema. Ma se fuori di casa ci si può in qualche modo "difendere", la questione si complica quando il problema si sviluppa tra le mura domestiche, al punto che la questione è finita persino al vaglio della Corte di Cassazione.

Il motivo? Agli Ermellini si è chiesto di chiarire se il rifiuto di rapporti sessuali si possa giustificare per ragioni di "olezzo".

E se da un lato la Corte ha avuto modo di affermare (Sent. n. 6276/2005) che il rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge integra violazione del dovere di assistenza morale di cui all'art. 143 del codice civile e giustifica l'addebito della separazione, dall'altro lato la stessa Corte sembra convinta che il cattivo odore possa considerarsi motivo valido a legittimare il rifiuto di rapporti intimi. E se il partner insiste un pò troppo per non "andare in bianco" rischia di finire sotto processo per violenza sessuale.

Anche se tutto ciò può apparire bizzarro, casi del genere sono stati al centro di ben due pronunce giurisprudenziali della Cassazione Penale: la numero 30364/2011 e la numero 980/2014.

Insistere quando la propria compagna non sopporta i cattivi odori e rifiuta di avere un rapporto se prima non ci si lava a dovere, vuol dire negare la libertà sessuale dell'altro. Una condotta che può integrare la fattispecie delittuosa sanzionata dall'articolo 609-bis del codice penale.

E così i due mariti che avevano mostrato scarso rispetto per le proprie consorti costringendole ad avere ugualmente rapporti sono stati si sono visti confermare un verdetto di condanna. In una delle due pronunce, la Corte ha anche chiarito che la circostanza che la moglie avesse manifestato di essere d'accordo a fare sesso con il proprio partner se solo quest'ultimo si fosse lavato, non può far venir meno la violenza del rapporto sessuale (Vedi "Cassazione: marito puzzolente: non può pretendere rapporti sessuali dalla moglie").

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(05/07/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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