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Legge Pinto: pagamenti entro 120 giorni anche dalle filiali della banca

Esteso l'accordo tra Bankitalia e via Arenula sui pagamenti degli indennizzi dovuti per l'eccessiva durata dei processi
orologio e calendario simboli del tempo che scorre

di Marina Crisafi – Si allarga anche alle filiali territoriali l'accordo tra via Arenula e Bankitalia per i risarcimenti della legge Pinto. Lo ha comunicato oggi il ministero della Giustizia con una nota sul proprio sito.

Nato nel 2015, l'accordo mira ad ovviare ai tempi per la liquidazione dell'indennizzo per equa riparazione, spesso non da meno rispetto all'irragionevole durata dei processi, tanto da portare a 450 milioni di euro di arretrato e a diverse bacchettate della Corte Europea dei diritti dell'uomo (leggi: "Legge Pinto: risarcimenti entro 120 giorni. Paga la banca d'Italia"). 

Da qui, la sigla del patto tra il ministero e la banca per ridare sprint ai pagamenti degli indennizzi, che, ora, a distanza di un anno, dati i risultati positivi raggiunti, viene esteso anche alle sedi periferiche.

Cosa prevede l'accordo

L'accordo firmato il 18 maggio 2015 tra il capo del dipartimento per gli affari alla giustizia, Antonio Mura, e il direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, prevede che non siano più le corti d'appello (delegate dall'aprile 2005 con accreditamento di fondi prelevati dal capitolo apposito del ministero) a provvedere alla liquidazione degli indennizzi ma l'istituto centrale, con il fine di saldare i debiti coi creditori in 120 giorni dall'emissione del decreto di condanna.

Questo quanto meno sul "pervenuto" (il debito pregresso è rimasto invece nelle mani delle corti d'appello), la cui tempestività dei pagamenti viene garantita dalla Banca d'Italia, alla quale il ministero invia settimanalmente le copie notificate dei decreti di corte d'appello, consentendo così una gestione più celere dell'istruttoria ed una liquidazione più veloce, secondo lo schema ministeriale, evitando altresì la formazione di nuovi debiti dell'erario.

Dopo una prima fase di sperimentazione che ha riguardato principalmente la corte d'appello di Roma, il "piano strarodinario" è stato esteso (a partire dal 1°dicembre 2015) anche alle altre corti maggiormente gravate dal debito arretrato (Caltanissetta, Catanzaro, Genova, Lecce, Napoli, Perugia, Potenza, Roma e Salerno).

I numeri positivi

In un anno di applicazione del nuovo patto, i risultati ottenuti, come riporta il ministero, sono molti positivi: circa 10mila infatti le pratiche lavorate di cui 6mila definite che hanno portato alla liquidazione di 17 milioni di euro di indennizzi con un risparmio di circa 3 milioni di euro per mancate azioni esecutive in danno del ministero.

"È proprio grazie a questo accordo – si legge nella nota di via Arenula - che si è avuta, all'inizio del 2016, per la prima volta dopo anni, una diminuzione di 53 milioni di euro delle somme complessivamente dovute da questa Amministrazione a titolo di equa riparazione dei danni subiti in caso di violazione del termine ragionevole del processo".

L'estensione dell'accordo

La positività dei risultati raggiunti ha portato ministero e Bankitalia a concordare l'estensione dell'accordo sottoscritto lo scorso anno anche alle sedi periferiche.

La banca, si legge ancora nella nota, "si è cioè resa disponibile ad estendere la collaborazione alle filiali coesistenti con le corti d'appello maggiormente in ritardo nei pagamenti, allo scopo di ripristinare quanto prima una situazione di normalità".

Una scelta condivisa dal capo del dipartimento per gli affari di giustizia e dal direttore generale dell'istituto di credito: l'ampliamento della collaborazione testimonia infatti – conclude la nota "un'importante azione sinergica fra istituzioni, segnando uno sviluppo importante nel progetto di riduzione del debito ex Legge Pinto".

Il modello per richiedere l'indennizzo

Si ricorda che la legge di stabilità 2016 prevede che al fine di ricevere il pagamento dell'indennizzo liquidato ex lege n. 89/2001, il creditore deve rilasciare all'amministrazione debitrice una dichiarazione ad hoc che attesti: la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo; l'esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso titolo; l'ammontare degli importi che l'amministrazione è ancora tenuta a corrispondere; la modalità di riscossione prescelta.

Il modello (qui sotto allegato), con la relativa documentazione, va inviato alla corte d'appello che ha emesso il decreto di condanna.

Il modello per l'indennizzo ex legge Pinto
(13/06/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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