Sei in: Home » Articoli

Punti patente: quanti sono, come si perdono e come si recuperano

Ecco come fare per verificare quanti punti si hanno e in quali modi recuperarli
ragazzi che mostrano patente

In questa pagina:

di Valeria Zeppilli

Il sistema della patente a punti

A partire dal 1° luglio 2003 nel nostro ordinamento è operativo il meccanismo della cd. patente a punti. La norma di riferimento è l'articolo 126-bis del codice della strada.

Vediamo come funzione il meccanismo, come controllare i punti patente e come è possibile recuperarli.

Quanti punti ci sono sulla patente

Quando viene rilasciata la patente, ad ogni automobilista viene attribuito un punteggio di venti punti.

Si tratta di una sorta di "tesoretto" che viene intaccato ogni qualvolta si commette un certo genere di infrazione, in misura variabile rispetto alla gravità della stessa.

Finiti i punti, la patente va sottoposta a revisione, ovverosia si deve rifare l'esame.

Decurtazione dei punti

Più nel dettaglio, le infrazioni più gravi sono sanzionate dal codice della strada con una decurtazione dei punti patente compresa tra 1 e 10, meglio chiariti in un'apposita tabella.

Nel caso, poi, in cui contemporaneamente vengano commesse più infrazioni, al conducente può essere decurtato un numero di punti patente pari al massimo a 15.

Fa eccezione a tale limite la circostanza in cui una delle infrazioni preveda come conseguenza la sospensione o la revoca della patente: in tal caso, infatti, il conducente perde tutti i punti sulla patente.

Occorre precisare che, rispetto a quanto previsto in via generale, le sanzioni che si applicano ai neopatentati sono raddoppiate. Sono neopatentati coloro che hanno conseguito la patente di guida da meno di tre anni.

Verifica punti patente

Per poter eseguire il controllo dei punti patente, e scoprire così a quanto ammonta il nostro "tesoretto", è possibile utilizzare diversi strumenti.

Innanzitutto ci si può registrare, online, sul "Portale dell'automobilista", ovverosia su un sito gratuito, realizzato con il patrocinio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che offre ai cittadini una serie di servizi tra i quali quello della verifica del saldo dei punti patente.

Se, invece, si è in possesso di un iPhone, un iPad o un iPod touch, con l'applicazione iPatente sarà ancora più semplice eseguire il calcolo dei punti patente e tenerli sempre sotto controllo.

Anche chi non è particolarmente pratico con le tecnologie, in ogni caso, non deve preoccuparsi: per verificare il proprio punteggio basterà alzare la cornetta e telefonare al numero 848.782.782.

Seguendo le indicazioni fornite da una voce registrata, disponibile 7 giorni su 7, in breve tempo sarà possibile eseguire il controllo. Importante è avere la patente sotto mano perché, tra i vari dati richiesti, vi è anche il numero di tale documento.

Il costo è quello di una telefonata urbana che, tuttavia, può essere eseguita solo da telefono fisso.

Recupero punti patente

Se ci si accorge che il numero dei punti patente è sceso un po' troppo, non bisogna temere: a tutto c'è un rimedio e anche i punti possono essere recuperati.

Infatti frequentando gli appositi corsi organizzati dalle autoscuole o da altri soggetti autorizzati, i titolari di patente A e B possono recuperare sino a 6 punti.

I titolari di patente C, C+E, D e D+E, invece, possono recuperare sino a 9 punti.

Se poi, prima che il punteggio si esaurisca, per due anni non si commettono infrazioni che comportano la decurtazione di altri punti, si torna automaticamente ad avere il pieno di 20 punti.

Si segnala, infine, che quando si va a controllare il proprio saldo può anche accadere che sulla patente si trovino più di 20 punti.

Agli automobilisti diligenti che non abbiano subito decurtazioni, infatti, vengono accreditati due punti ogni due anni, sino a massimo 10 punti aggiuntivi. Se si tratta di neopatentati, il premio è calcolato in maniera diversa e corrisponde a un punto l'anno.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(07/05/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Mantenimento non dovuto al figlio che non vuole lavorare
» Rottamazione-ter: come funziona?
» Riforma pensioni 2019
» Alimenti ritirati dal ministero della Salute: la lista aggiornata
» Sì al pernotto dal papà anche se la mamma non vuole

Newsletter f g+ t in Rss