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Evasione fiscale ed elusione fiscale

Cosa indicano tali due concetti e in cosa si differenziano
dollari in mazzette

di Valeria Zeppilli – Elusione fiscale ed evasione fiscale: due termini diffusi nel nostro ordinamento fiscale, spesso confusi ma da tenere ben distinti.

Cosa sono e in cosa si differenziano?

L'elusione fiscale

L'elusione fiscale è l'atto del contribuente con il quale egli aggira una norma di legge per poter pagare i tributi dovuti in maniera ridotta.

Vecchia normativa di riferimento

L'elusione fiscale in Italia, sino all'entrata in vigore del decreto legislativo numero 128 del 5 agosto 2015, era sanzionata dall'articolo 37-bis del d.p.r. n. 600/1973 che sanciva l'inopponibilità all'amministrazione finanziaria di tutti quegli atti, fatti o negozi volti ad aggirare obblighi o divieti sanciti dall'ordinamento tributario o ad ottenere indebiti rimborsi o riduzioni di imposte.

Nuova normativa di riferimento

Oggi l'elusione fiscale è stata ricondotta ad un unico concetto insieme all'abuso del diritto e la normativa di riferimento va individuata nell'articolo 10-bis dello statuto dei diritti dei contribuenti di cui alla legge n. 212 del 2000.

Disciplina in vigore

Nel dettaglio, a seguito della nuova riforma, l'abuso del diritto/elusione fiscale si ha quando il contribuente pone in essere una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto delle norme tributarie, realizzano degli indebiti vantaggi fiscali.

Simili operazioni continuano a non essere opponibili al fisco e ad essere reputate inefficaci ai fini fiscali.

Diverso è il caso in cui le operazioni poste in essere trovino la loro giustificazione in valide ragioni extrafiscali volte a migliorare l'impresa o dell'attività professionale del contribuente.

Sanzioni

A seguito della riforma del 2015, le condotte abusive/elusive sono penalmente irrilevanti e possono essere sanzionate solo in via amministrativa.

La concreta determinazione dell'ammontare della sanzione dipende dall'obbligo fiscale "eluso".


L'evasione fiscale

L'evasione fiscale, al contrario dell'elusione, è invece quel comportamento con il quale il cittadino, violando specifiche norme fiscali, tenta di ridurre o eliminare il prelievo fiscale a suo carico.

In sostanza, l'evasione è posta in essere occultando l'esatto imponibile di un tributo o, addirittura, il suo presupposto.

Talvolta, l'evasione comporta la semplice sanzione amministrativa. Altre volte essa è perseguibile penalmente.

Il confine tra l'una e l'altra sfera di punibilità è generalmente determinato dall'ammontare della cifra evasa.

Prescrizione

L'evasione fiscale, in realtà, non può essere individuata in un'unica condotta ma essa si scompone in una pluralità di illeciti.

La prescrizione dei reati tributari, in ogni caso, è in generale di 6 anni per l'omesso versamento, le indebite compensazioni e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Tale termine, tuttavia, può innalzarsi sino a 7 anni e 6 mesi in caso di interruzione.

Per tutte le altre condotte illecite essa, invece, è di 8 anni, elevabili a 10 in caso di interruzione.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(12/05/2016 - Valeria Zeppilli)
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