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Avvocati: tempi stretti per richiedere la compensazione dei crediti

Breve focus sulla compensazione dei crediti introdotta dalla legge di stabilitÓ 2016. Certezza del credito e tempestivitÓ della richiesta, i capisaldi del nuovo istituto
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di Valeria Zeppilli ľ In attesa del decreto del Ministero della giustizia che ne specificherÓ criteri, prioritÓ e modalitÓ di attuazione, da emanarsi entro il 1░ marzo prossimo, cerchiamo di fare un breve focus sulla compensazione dei crediti degli avvocati nei confronti dello Stato.

Si tratta, lo ricordiamo, di una novitÓ introdotta dalla legge di stabilitÓ 2016 (che se ne occupa ai commi 778, 779 e 780 dell'articolo unico) per tentare di superare le criticitÓ che connotano la riscossione di quanto spettante ai legali per le prestazioni svolte in regime di gratuito patrocinio a spese dello Stato in favore dei soggetti, meno abbienti, che ne hanno diritto.

La compensazione

Ma quando pu˛ farsi e in cosa consiste la compensazione?

Il comma 778 della legge di stabilitÓ 2016 stabilisce che essa Ŕ possibile, entro il limite massimo annuale di spesa di dieci milioni di euro, per tutti i legali che vantano nei confronti dell'erario crediti per spese, diritti e onorari derivanti da prestazioni rese in regime di gratuito patrocinio. Non importa in quale data i crediti siano stati maturati: ci˛ che conta Ŕ che non siano ancora stati saldati.

La compensazione Ŕ possibile, pi¨ nel dettaglio, con i debiti tributari di qualsiasi tipo dei legali, quindi con quelli a titolo di imposte e tasse (prima tra tutte l'Iva) e di contributi previdenziali per i dipendenti.

Nessun accenno ai contributi previdenziali degli stessi avvocati, che sembrerebbero pertanto essere esclusi dalla compensazione.

Cessione totale e parziale

Come emerge dalla lettera della legge, la compensazione non Ŕ affatto automatica. Essa, infatti, rappresenta una mera possibilitÓ in mano agli avvocati.

Pi¨ precisamente, a essere oggi consentita Ŕ una cessione, anche solo parziale, dei crediti maturati nei confronti dello Stato e non ancora saldati.

I crediti portati in compensazione e ceduti, nel dettaglio, sono maggiorati dell'Iva e del contributo previdenziale per gli avvocati. Non Ŕ prevista alcuna imposta di registro o di bollo.

Esclusione

La compensazione (e quindi la cessione) Ŕ tuttavia esclusa per una specifica categoria di crediti: quelli fondati su decreto di pagamento opposto, ai sensi dell'articolo 170 del testo unico sulle spese di giustizia.

Del resto in tal caso Ŕ possibile che, nel corso del giudizio, il decreto di pagamento venga modificato, con la conseguenza che l'entitÓ della somma dovuta al professionista, e conseguentemente l'esito effettivo della compensazione, non hanno quella certezza necessaria a rendere ammissibile l'utilizzo del nuovo istituto.

Ci˛ vuol dire che il legale che intenda avviare il processo di compensazione deve prima recarsi in cancelleria e munirsi di attestazione circa il decorso dei termini per la proposizione della compensazione.

La corsa alla richiesta di pagamento

Sempre in materia di gratuito patrocinio, la legge di stabilitÓ ha introdotto un'altra importante novitÓ: quella in base al quale il decreto di pagamento dell'onorario va ora emesso contestualmente alla pronuncia del provvedimento con il quale chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta.

Ci˛ vuol dire che la richiesta di liquidazione dei compensi in gratuito patrocinio non Ŕ pi¨ possibile a processo finito. Dato che la liquidazione necessita di apposita istanza, gli avvocati che non vogliono restare a mani vuote non dovranno lasciare da parte la tempestivitÓ.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed Ŕ dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche ľ Diritto del lavoro presso l'UniversitÓ 'G. D'Annunzio' di Chieti ľ Pescara
(08/02/2016 - Valeria Zeppilli)
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