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Educare i propri figli a casa. Cosa dice la legge in fatto di 'homeschooling'?

L'educazione parentale in Italia è un fenomeno in forte crescita
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di Laura Tirloni - Molti non sanno che in Italia non è la scuola ad essere obbligatoria bensì l'istruzione, e che è possibile scegliere metodi di istruzione alternativi al sistema scolastico pubblico e privato, come la scuola a casa (c.d. homeschooling). 

Nel nostro Paese sono sempre più le famiglie che decidono di occuparsi personalmente dell'educazione dei propri figli, senza avvalersi del sistema scolastico. 

Alcune preferiscono seguire una tabella precisa con orari prefissati, utilizzando i testi e i programmi scolastici, altre perseguono un apprendimento più spontaneo, che mette in primo piano gli interessi, le abilità, i bisogni e i ritmi personali dei figli. 

Le motivazioni di questa scelta sono diverse: chi lo fa per ragioni di salute, chi per questioni logistiche, chi ancora per sfiducia nel sistema scolastico, percepito come troppo standardizzato. 

I genitori che scelgono 'l'homeschooling' o educazione parentale in Italia sono circa un migliaio, con un incremento del 65% negli ultimi anni. 

In altri Paesi il fenomeno è decisamente più diffuso: negli Stati Uniti sono circa 2 milioni, 70 mila in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna (dati relativi al 2012). 

Chi pratica homeschooling in Italia è sottoposto solo alla legislazione statale (non è pertanto soggetto a disposizioni regionali o provinciali) e uno studente può tranquillamente coprire tutto il proprio percorso scolastico (fino all'università) senza mai mettere piede in aula.

La legge non vieta l'homeschooling, bensì rende obbligatoria e gratuita l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, cioè nella fascia compresa tra i 6 e i 16 anni, per puntare all'acquisizione delle competenze di base, non specificando che debba essere impartita dalla scuola. 

Le famiglie che decidono di assumersi la responsabilità di educare direttamente i propri figli devono accettare la vigilanza, sia da parte della scuola presso cui l'alunno avrebbe dovuto essere istruito, sia da parte del sindaco dell'amministrazione comunale di residenza. È necessario comunicare l'intenzione di fare scuola a casa in gennaio, al momento dell'iscrizione, al direttore didattico di competenza. 

Il dirigente scolastico dovrà quindi far pervenire al Comune la comunicazione di scelta di istruzione parentale. 

Dopo questa premessa vediamo in dettaglio cosa dice la legge italiana in tema di educazione parentale (vedi anche l'approfondimento allegato). 

All'articolo 33, la Costituzione sottolinea che "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento...Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione…". 

Il successivo articolo 34 parla dell'istruzione obbligatoria: "L'istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita." Poiché il capoverso precedente afferma che la scuola è "aperta a tutti" si è generalizzato, parlando sempre di "obbligo scolastico". 

L'ordinanza ministeriale n. 330 del 27.5.97, all'art. 4 ("Scuola familiare e privata autorizzata. Esami di idoneità e licenza), sottolinea che: "Per scuola familiare si intende l'attività di istruzione elementare svolta direttamente dai genitori o da persona a ciò delegata dai genitori stessi. Gli alunni che assolvono all'obbligo con tale modalità sono ammessi a sostenere gli esami di idoneità o gli esami di licenza in una scuola elementare di Stato, nel circolo di competenza territoriale rispetto alla residenza della famiglia…"

Quanto alle modalità di adempimento dell'obbligo scolastico, relativamente alla scuola elementare e media, l'art. 111 del Testo Unico in materia di istruzione per le scuole di ogni ordine e grado (d.lgs. n. 297/1994), recita:

"1. All'obbligo scolastico si adempie frequentando le scuole elementari e medie statali o le scuole non statali abilitate al rilascio di titoli di studio riconosciuti dallo Stato o anche privatamente, secondo le norme del presente testo unico.

2. I genitori dell'obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all'istruzione dell'obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità".



norme dell'homeschooling
(17/01/2016 - Laura Tirloni)
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