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Concorsi: addio definitivo ai limiti di altezza

Dal 13 gennaio per l'accesso alle forze armate non si guarderà più alla statura. Previsti nuovi parametri fisici
Uomo che non arriva con la testa al bordo del tavolo

di Valeria Zeppilli – Il prossimo 13 gennaio entrerà finalmente in vigore il nuovo regolamento in materia di parametri fisici per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia a ordinamento militare e civile e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco (qui sotto allegato). 

Con le nuove previsioni, innanzitutto, vengono aboliti i vecchi limiti di altezza, con la conseguenza che oggi potranno coronare il sogno di entrare a far parte delle predette categorie anche gli uomini alti meno di un metro e sessantacinque centimetri e le donne che non arrivano ad un metro e sessantuno. 

Ma il regolamento non si limita a questo. 

In sostituzione dei limiti di altezza vengono individuati dei nuovi parametri fisici, dai quali andranno esenti solo i ruoli da destinare ai gruppi sportivi

In particolare, la forza muscolare, da accertarsi con dinamometro alla mano dominante, non potrà essere inferiore a 20 kg per le donne e a 40 kg per gli uomini. 

Con riferimento alla composizione corporea, invece, la massa grassa, valutata con bioimpedenziometria, deve essere compresa tra il 12% e il 30% per le donne e tra il 7% e il 22% per gli uomini.

Per quanto riguarda infine la massa magra teorica, anch'essa valutata con bioimpedenziometria, i suoi valori non posso superare il 28% nelle donne e il 40% negli uomini.

In ogni caso, si sa, il corpo umano non sempre può essere ricondotto entro parametri rigidi. Con la conseguenza che il nuovo regolamento permette che nelle selezioni sia possibile accettare uno scarto di massimo 10 punti percentuali al fine di tenere in debita considerazione eventuali condizioni tecniche o individuali.

Testo d.p.r. 207/2015
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(05/01/2016 - Valeria Zeppilli)
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