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Se il regalo di Natale non arriva a destinazione

Il contratto di trasporto e la responsabilità del vettore per perdita o avaria
regalo

di Valeria Zeppilli - A Natale è sempre bello avere un pensiero per i cari. Nonostante la distanza, i modi per far arrivare il nostro pensiero alle persone alle quali vogliamo bene sono tanti.

Uno di questi è quello di spedirgli un dono.

A volte, malauguratamente, può però accadere che il pacco che lo contiene non arrivi a destinazione.

Dinanzi a un simile evento, il codice civile pone delle tutele che, in qualche modo, ci possono ripagare del dispiacere.

Quando spediamo qualcosa, infatti, quello che stipuliamo con il vettore è un contratto di trasporto, disciplinato dagli articoli 1678 e seguenti del codice civile.

Tale contratto, in sostanza, è quello con il quale il vettore si obbliga a trasferire persone o cose da un luogo a un altro verso corrispettivo.

La norma che ci tutela rispetto alla mancata consegna del pacco al nostro caro, più in particolare, è l'articolo 1693, che disciplina la perdita o l'avaria.

Infatti, sulla base di quanto previsto da tale disposizione, il vettore è responsabile della perdita e dell'avaria delle cose che gli sono state consegnate per il trasporto, da quando le riceve a quando le consegna al destinatario.

Ciò, tuttavia, fatto salvo il caso in cui la perdita o l'avaria sia derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario.

Benché questa formulazione possa far sorgere qualche dubbio, dobbiamo stare tranquilli: se il pacco è accettato dal vettore senza riserve, si presume esso non presenti vizi apparenti d'imballaggio.

Quindi, nonostante il dispiacere personale che la mancata consegna del pacco comporta, ad essa consegue comunque un risarcimento.

Il danno, più precisamente, è calcolato in via generale tenendo conto del prezzo delle cose trasportate nel luogo e nel tempo della riconsegna.

In ogni caso, il risarcimento non potrà superare un determinato ammontare per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata, variabile a seconda che il trasporto sia nazionale o internazionale.

Il codice civile, a tal proposito, precisa che tale previsione non può essere derogata in favore del vettore se non nei casi e con le modalità previste dalle leggi speciali e dalle convenzioni

internazionali applicabili.

Insomma: se si ha un pensiero per un amico o un parente lontano, non si esiti a spedirlo a destinazione.

Se non arriva saremo comunque consolati!
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(24/12/2015 - Valeria Zeppilli)
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