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Unioni civili: legge entro gennaio, nel rispetto della Costituzione. L'invito del CNF

Ecco la delibera approvata dal Consiglio e presentata ieri alla Camera dei deputati
gay omosessuali

di Marina Crisafi - Bisogna superare le lacune legislative nei confronti delle coppie di fatto sia etero che omosessuali garantendo la tutela della vita privata e pari dignità sociale alle diverse forme di espressione dell'affettività umana, nel rispetto della Carta Costituzionale. È l'invito formulato dal Consiglio Nazionale Forense nella delibera approvata nell'ottobre scorso e presentata ieri alla Camera dei deputati (qui sotto allegata) per esortare il legislatore ad approvare il ddl sulle unioni civili, da tempo pendente al Senato.

E mentre arrivano rassicurazioni, da parte del sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, sull'approvazione del testo entro gennaio con la previsione della stepchild adoption (ossia la possibilità per uno dei componenti della coppia, etero o omo, di adottare il figlio del partner), nella delibera, il Cnf invita ad approvare una legge in linea con la Costituzione, mettendo l'accento sui principi del nostro ordinamento giuridico.

Lo stesso, si legge, infatti, nel documento, è "costruito sul principio della centralità della persona umana, titolare di diritti inviolabili riconosciuti dalla nostra Carta costituzionale, tra cui quello di esprimere la propria identità, il proprio orientamento sessuale e di realizzare compiutamente ed in conformità ad essi le scelte inerenti alla vita privata, come quelle relative alla costruzione di una famiglia. Tali scelte rappresentano aspetti fondamentali della libertà e della dignità di ognuno".

La chiave di tutto è l'art. 3 della Costituzione che vieta ogni discriminazione, ma anche la giurisprudenza italiana (il riferimento è alla sentenza della Consulta n. 138/2010 che ha riconosciuto giuridicamente le coppie omossessuali) e quella europea, oltre alle convenzioni internazionali. Un quadro legislativo nazionale e sovranazionale che mostra, afferma il consiglio, quanto sia "improrogabile" e "indefettibile" per l'Italia dotarsi di uno strumento giuridico adeguato per il riconoscimento e la tutela di tutte le unioni di fatto, sia eterosessuali che omosessuali, "nel rispetto della Costituzione e dei suoi principi democratici".

Quanto all'avvocatura, massimo sarà l'impegno nel contribuire alla promozione e alla tutela di tali diritti fondamentali, quale componente essenziale della sua "missione istituzionale" e in coerenza "con la sua funzione costituzionale e la sua responsabilità sociale".

La delibera del Cnf sulle unioni civili
(17/12/2015 - Marina Crisafi)
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