Giustizia civile: approvato in via definitiva il decreto che riduce a 3 i riti processuali
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Giustizia civile: approvato in via definitiva il decreto che riduce a 3 i riti processuali

Importanti novità per la giustizia civile. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato in via definitiva il decreto legislativo che semplifica le norme processuali introdotte da norme speciali e racoglie in un unico testo "tutte le disposizioni che disciplinano rispettivamente le controversie in materia di rapporti di lavoro, nel rito sommario di cognizione e nel rito ordinario di cognizione". E' quanto rende noto Palazzo Chigi ricordando che in questo modo si passa dagli attuali 33 a 3 soli riti civili. Il decreto legislativo (Disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione ai sensi dell'art.54 della legge 69 del 18 giugno 2009) da vita a un testo complementare al codice di procedura civile costituisce una sostanziale prosecuzione del libro IV. L'obiettivo del provvedimento è quello di accelerare il sistema giudiziario civile ed evitare ulteriori condanne per la violazione del termine di ragionevole durata del processo.

Altre informazioni su questo argomento

Nel l'area del rito del lavoro sono destinate a essere collocate le controversie in materia di opposizione alle procedure di recupero degli aiuti di Stato; le opposizioni alle sanzioni amministrative, al verbale di accertamento del codice della strada; i procedimenti in materia di applicazione del codice della privacy; le controversie di natura agraria e le sanzioni in materia di stupefacenti;le opposizioni ai provvedimenti in materia di riabilitazione del debitore protestato. Con il procedimento sommario di cognizione andranno definite le cause sugli onorari forensi; le opposizioni ai decreti di pagamento delle spese di giustizia; le controversie in materia di immigrazione; le opposizioni alle decisioni di convalida dei trattamenti sanitari obbligatori e le cause che hanno per oggetto la materia elettorale. Ed ancora le liti sulle misure disciplinari a carico dei notai, quelle sul risarcimento danni per le intercettazioni telefoniche, quelle sulla discriminazione. Infine, nell'area dell'ordinario processo di cognizione saranno collocate le opposizioni alle procedure coattive per la riscossione delle entrate di Stato e degli altri enti pubblici, e quelle alle stime effettuate nell'ambito di procedimenti di espropriazione; le controversie in materia di attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri ed in materia di liquidazione di usi civici; i procedimenti in materia di rettificazione del sesso. In termini generali, toccherà al giudice rettificare con un'ordinanza l'errore commesso quando una controversia viene promossa in una forma diversa da quella disciplinata dal decreto, stabilendo anche l'eventuale passaggio a un altro giudice in caso di difetto di competenza. Quanto al regime transitorio, si stabilisce che i nuovi modelli di procedura civile non saranno comunque applicati ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto.


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