Luisa Foti |

Tribunale di Roma: inammissibile class-action del Codacons avverso società produttrice sigarette

È stato rigettata dalla XII sezione del Tribunale civile di Roma la class-action, avviata dal Codacons in favore di tutti i fumatori di sigarette di marchio Bat Italia Spa, colpevole, secondo il giudizio dell'associazione a tutela dei consumatori, di aver aggiunto alle sigarette oltre 200 additivi. Il Codacons, in seguito al rigetto della class-action, ha dichiarato che le motivazioni con le quali il Tribunale di Roma ha ritenuto inammissibile la domanda di azione collettiva sono “assurde” in quanto, secondo i giudici, chi fuma è già consapevole che morirà a causa del fumo, pur non conoscendo le sostanza chimiche presenti nelle sigarette. Inoltre, per quanto riguarda gli additivi inseriti nelle sigarette, il Codacons afferma che la posizione dei giudici sia “folle”. Per questo motivo, l'associazione annuncia che ricorrerà in Corte d'Appello per richiedere l'ammissibilità dell'azione collettiva la quale, peraltro, come ricorda il Codacons, si basa su “si basava su uno studio svizzero che ha dimostrato come lo scopo di questi additivi sia proprio quello di aumentare le dipendenza da sigaretta, e su una sentenza della Cassazione che ha affermato che la produzione e la vendita di tabacchi lavorati integrano un'attività pericolosa poiché i tabacchi, avendo quale unica destinazione il consumo mediante il fumo, contengono in sé, per la loro composizione biochimica e per la valutazione data dall'ordinamento, una potenziale carica di nocività per la salute”.

Altre informazioni su questo argomento

Il Codacons riporta quanto si legge nella sentenza del Tribunale. "Va rilevato che inequivocabilmente qualsiasi fumatore e' pienamente consapevole sia dei rischi per la salute indotti dal fumo, sia della dipendenza da questo creata… Inoltre va escluso, sulla base degli studi e delle conoscenze scientifiche ormai consolidate - continua la sentenza - che la dipendenza da nicotina determini l'annullamento o la seria compromissione della volonta' del fumatore nella forma di costrizione al consumo, tale da inibirgli in modo assoluto qualsiasi facolta' di scelta tra la continuazione del fumo e l'interruzione dello stesso… Ne' gli effetti della nicotina, alla luce delle ricerche e dei risultati medici e scientifici, sono paragonabili alle droghe pesanti quali l'eroina o la cocaina e di tale influenza sulla volonta' del fumatore da renderlo affatto incapace di smettere di fumare". Per quanto riguarda gli additivi inseriti nelle sigarette, "l'utilizzazione degli additivi - prosegue la sentenza - trova ragion d'essere nell'intento di attribuire al prodotto un sapore specifico e tipizzato, come tale indispensabile perche' la casa produttrice sia competitiva sul mercato… In altri termini detti additivi, della piu' varia natura, riducono la durezza del fumo, la secchezza della bocca e della gola, donando una sfumatura particolare (anche dolce) al fumo, ma non hanno effetti assuefacenti ne' esplicano alcuna funzione ai fini dell'esaltazione del rapporto di dipendenza del fumatore alla nicotina". La sentenza, segnala il Codacons, e' pubblicata integralmente sul blog www.carlorienzi.it.


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