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Statura: non può costituire motivo di discriminazione nei pubblici concorsi

Una donna, oggi 45enne, ha lavorato per tredici, lunghi anni presso la Polizia Municipale di Verona con un incredibile patema d'animo, che si è trascinata dietro da quando fu assunta con delibera di giunta. Iniziata nel 1997 la sua battaglia legale di passione si è appena conclusa, Venerdì Santo per l'appunto, 2 aprile 2010: costei era stata esclusa dal Corpo «perché troppo bassa»; ora finalmente il Tar ha emesso declaratoria di illegittimità (ma è bassa una donna di un metro e sessantatré?! Siamo in Italia o in Scandinavia?! Prendono solo tipe come la modella danese Brigitte Nielsen di metri 1,83?). Qualche perplessità era insorta sin dagli albori della vicenda nel tribunale amministrativo; tant'è che immediatamente aveva emanato la sospensiva in attesa di entrare nel merito. Il fatto genetico: il 20 aprile 1995 la Giunta del Comune di Verona bandisce un concorso pubblico per cinquanta posti di agente di Polizia Municipale. La donna in realtà arriva 62esima e, dunque, non viene assunta immediatamente, ma due anni dopo, a seguito di varie defezioni ed avvicendamenti; finalmente arriva il suo turno. Ma la delusione è dietro l'angolo: non sapendo che nella città di Giulietta vengono assunte soltante le Watusse del motivetto di Edoardo Vianello, alla visita medica viene bocciata per la sua statura, risultata essere infatti di metri 1:63, ovvero due centimetri in meno rispetto al bando che prevedeva un'altezza minima di 1:65. Il dirigente del personale di Palazzo Barbieri le comunicava, dunque, il 24 aprile 1997 l'impossibilità di procedere alla sua assunzione «per carenza di requisito». Immediato era scattato lo scontato ricorso al Tar del Veneto. Quel bando è risultato illegittimo laddove prevedeva un limite minimo di statura: già una legge del 1986 affermava che «l'altezza delle persone non costituisce motivo alcuno di discriminazione per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti dalle pubbliche amministrazioni», eccettuati alcuni casi tassativi: nell'elenco erano annoverati Forze armate, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Corpo forestale, Vigili del fuoco e Ferrovie dello Stato. Elenco in cui la Polizia Municipale mancava. A tacer del fatto che, come rilevato dal Tar del Veneto, persino in questi casi il limite era più benevolo del ferreo bando scaligero, visto che si utilizza una statura minima di 1,61: «la statura minima prescritta dal bando non appare in ogni caso congrua, tenuto conto di quanto stabilito per posizioni professionali sicuramente comparabili», osserva il Tar. La conclusione della vicenda è che «la decisione di non assumere la ricorrente per l'unica ragione che questa non aveva la statura minima prescritta, è illegittima, con il conseguente obbligo conformativo, peraltro già attuato in attuazione del provvedimento cautelare, di costituire il rapporto d'impiego con la stessa».
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(10/04/2010 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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