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Reati al volante? Non si applica la continuazione

Con la sentenza n.25933, depositata il 19 giugno 2009, la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, ha stabilito che il soggetto che commette più infrazioni sulla strada (inottemperanza al dovere di fermarsi, mancata assistenza alla persona ferita e guida in stato di ebbrezza) non gode dei benefici legati al reato continuato: infatti a ciascuna infrazione corrisponde un autonomo periodo di sospensione nella patente di guida. Dalla vicenda si apprende che, il ricorrente aveva dedotto il vizio di applicazione dell'istituto della continuazione del reato.
Il giudici di legittimità, dichiarando inammissibile il ricorso proposto dall'imputato, hanno precisato che “il giudice a quo, ha escluso l'applicabilità dell'81 c.p., applicando distinte sanzioni per ogni violazione, in quanto l'art.8 della l. n. 689 del 1981, richiamato dal ricorrente testualmente, prevede la possibilità di irrogare un'unica sanzione per più violazioni solo se consumate con un'unica condotta (cosiddetto concorso formale) ma non consente affatto l'applicazione dell'istituto della continuazione così come disciplinato dall'art.81 c.p.”. “Nel caso di specie – concludono gli Ermellini - è palese come le violazioni contestate corrispondano a distinte condotte (…), onde ad ognuna di esse deve necessariamente corrispondere un autonomo periodo di sospensione nella patente di giuda che il giudice del merito ha ritenuto di contenere nel minimo edittale o in misura ad esso prossima.
(25/06/2009 - Luisa Foti)
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