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Giustizia, tra le proteste si apre l'anno giudiziario

Roma, 18 gen. (Adnkronos) - Si e' aperto tra le polemiche l'anno giudiziario presso le Corti d'Appello d'Italia. I magistrati si sono presentati come annunciato con la Costituzione in mano mentre in molte citta' hanno sfilato i girotondini. Il Pg della Corte d'Appello di Roma Carmelo Renato Calderone, nella sua relazione di apertura ha parlato di ''condizioni della giustizia nel nostro Paese paragonabili a quelle di un 'ammalato in fase terminale'''. Ha ''sussulti di vitalita' -ha proseguito l'Avvocato Generale- per ripiombare nel guado delle spaventose pendenze, delle attese snervanti e deludenti e delle prescrizioni''. Hanno assistito alla relazione del Pg di Roma, i girotondini capeggiati da Paolo Flores d'Arcais e Marina Astrologo, che sono riusciti a ottenere il 'via libera' per il loro ingresso dopo piu' di un'ora di trattative all'esterno della Corte d'Appello. In mano, una copia della Costituzione italiana.
Quando durante la cerimonia ha preso la parola il rappresentante del governo, il sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli, i rappresentanti del movimento hanno abbandonato per protesta la sala, tenendo alta nelle mani la Costituzione. A milano l'anno giudiziario si č inaugurato alla presenza del ministro della Giustizia Roberto Castelli. Presenti tra gli altri l'ex procuratore capo Gerardo D'Ambrosio, l'ex procuratore generale Francesco Saverio Borrelli, l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, il sindaco Gabriele Albertini, la presidente della Provincia Ombretta Colli, il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni. I 200 magistrati del capoluogo lombardo hanno osservato scrupolosamente le indicazioni date a livello nazionale e si sono presentati silenziosi tenendo in mano una copia della Costituzione italiana.
Il Pg di Milano, Mario Blandini, nella sua relazione ha affermato di non voler esprimere opinioni sull'assetto da dare al pm a causa del ''malvezzo imperante di etichettare politicamente chi esprima le proprie idee''. E ha aggiunto: ''Il clima odierno non favorisce le riforme'' in materia di giustizia. Magistrati in toga nera e muniti di Costituzione e semplici cittadini riuniti di fronte a palazzo di Giustizia dove hanno dato vita ad un girotondo. Cosi', anche Torino ha voluto manifestare il proprio dissenso alle riforme in cantiere in tema di giustizia. ''Malessere e sofferenza''. E' il quadro descritto dal procuratore generale del Piemonte e della Valle D'Aosta Giancarlo Caselli, che ha bocciato senza appello le riforme sulla giustizia, pensate, secondo il pg di Torino, ''con prevalente riferimento alla giustizia che preme agli imputati che possono e contano''. I magistrati di Palermo hanno sfilato in silenzio, stamattina, con una copia della Costituzione in mano stampata a cura dell'Associazione nazionale magistrati. Sempre in silenzio sono entrati nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo per ascoltare la relazione del pg, in piedi, in fondo alla sala. Nel capoluogo siciliano, in rappresentanza del governo, il sottosegretario Michele Vietti. Nella relazione d'apertura il Pg Salvatore Celesti ha manifestato preoccupazione per l'imprevedibile strategia futura di Cosa Nostra. ''La mafia continuera' a rimanere inabissata o i suoi mammasantissima ritorneranno ad una regia libanese con le stragi? Non e' possibile prevedere con ragionevole certezza quali saranno le strategie di Cosa nostra'', ha detto Celesti. Clima non proprio sereno, nel salone dei Busti di Castelcapuano a Napoli. Assenti gli avvocati, che hanno deciso di non partecipare alla giornata. I magistrati ''girotondini'', che hanno partecipato alla cerimonia con il testo della Costituzione tra le mani, hanno lasciato l'aula in concomitanza con l'intervento del rappresentante del ministro Roberto Castelli, Rosario Priore, capo del dipartimento affari minorili del ministero di Giustizia. I magistrati hanno abbandonato il salone dei Busti, agitando i testi della Costituzione. Alcuni giudici hanno anche esposto scritte anti-governo. A Firenze era presente anche Francesco Pardi, leader del movimento dei professori e il segretario dei Ds, Piero Fassino. Fuori del palazzo, i Girotondi per la democrazia di Firenze hanno organizzato un presidio davanti al tribunale, assieme alla associazione Donne di Firenze. Tutti avevano con se' una copia della Costituzione.
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(18/01/2003 - Adnkronos)
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