Sei in: Home » Articoli

Cassazione: colf 'a nero' fotografa la casa del datore per provare il rapporto di lavoro? Rischia una condanna penale

La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 36068/2007) ha stabilito che la colf che presta la sua attività lavorativa senza un regolare contratto, non può provare l'esistenza del rapporto di lavoro fotografando la casa del datore di lavoro e ciò in quanto violerebbe la sua privacy.
In particolare, gli Ermellini, pronunciandosi su un ricorso presentato da una signora che lavorava "a nero", hanno precisato che chi agisce per il riconoscimento del rapporto di lavoro fornendo la prova (di tale rapporto) mediante l'esibizione di fotografie della casa dei padroni, rischia una condanna penale (prevista e punita dall'art. 615 c.p.) per abusiva captazione delle immagini.
Con questa decisione la Corte ha respinto il ricorso di una "colf" che aveva intentato una causa nei confronti dei propri datori di lavoro per il riconoscimento del rapporto di lavoro.
Altre informazioni su questa Sentenza
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(19/10/2007 - Avv.Cristina Matricardi)
Le più lette:
» Ddl salvaciclisti: multe fino a 651 euro per chi sorpassa a meno di un metro e mezzo di distanza
» Catasto: è gratuita la consultazione delle visure
» Negoziazione assistita: sanzione aggiuntiva a chi non risponde all'invito
» Arriva il reato di omicidio di identità
» Omicidio stradale: arriva una nuova riforma
In evidenza oggi
PAS: non è una patologia ma un comportamento illecitoPAS: non è una patologia ma un comportamento illecito
Ddl salvaciclisti: multe fino a 651 euro per chi sorpassa a meno di un metro e mezzo di distanzaDdl salvaciclisti: multe fino a 651 euro per chi sorpassa a meno di un metro e mezzo di distanza
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF