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Privacy: contrordine della Cassazione, i nomi restano sulle sentenze

Parziale contrordine della Corte di Cassazione sull'occultamento dei dati identificativi degli imputati. Di fronte alla nuova richiesta di oscuramento del nome, infatti, la Suprema Corte ha deciso di rilasciare copia dell' originale senza oscurare il nome. Nel frontespizio della sentenza 22724 depositata oggi il presidente della Terza sezione penale Giuseppe Savignano, su richiesta dell'imputato, aveva decretato ''in caso di diffusione, di omettere i dati identificativi di Carmine L''. Ma la copia dell'originale e' stata appunto rilasciata senza sbianchettare il nome.
Carmine L., condannato a tre anni di reclusione dalla Corte d'appello di Bologna per episodi di violenza sessuale, aveva ottenuto la sospensione della esecuzione della pena su ordinanza della stessa corte bolognese. La decisione e' stata appellata senza successo in Cassazione dal pg bolognese, e l'imputato aveva chiesto l'oscuramento dei suoi dati identificativi. L'oscuramento, alcune settimane fa, era stato chiesto e ottenuto per due imputati definitivamente condannati dalla Seconda sezione penale. Sia nel caso di C. C. che nel caso di M.L., la Suprema Corte aveva disposto l'oscuramento dei dati identificativi in virtu' dell'art. 52, comma 1 del decreto legislativo 196/2003 che lo prevede ''in caso di riproduzione della sentenza in qualsiasi forma, per finalita' di informazione giuridica, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elttronica''.
(20/07/2005 - Roberto Cataldi)
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