GDP di Macerata: La deroga convenzionale al foro del consumatore è valida solo se si dimostra che la diversa competenza è stata oggetto di specifica trattativa

toga avvocato

In materia di tutela dei consumatori, l'art. 33, lett. u) del Codice del Consumo (d. lgs. n. 206/2005) nel sancire la vessatorietà della clausola che stabilisce come sede del foro competente sulle controversie una località diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore, è frutto di una scelta legislativa che ha inteso determinare una competenza inderogabile ed esclusiva.

Così ha stabilito il giudice di pace di Macerata, Giuseppe Fedeli, con ordinanza del 9 maggio 2014 (causa n. 35/14 R.G.), in un giudizio scaturente da atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo.

Richiamando anche giurisprudenza di legittimità (cfr. da ultimo Cass. n. 505/2014), sia sulla preesistente norma dell'art. 1469-bis, comma 3, n. 19, c.c., sia sull'art. 33, lett. u) del Codice del Consumo, che ne costituisce il "clone", il giudice maceratese ha preliminarmente sottolineato la ratio della disciplina dei contratti stipulati tra consumatori e professionisti: applicabile a tutti i contratti in essere tra le due parti a prescindere dalla tipologia negoziale dalle parti posta in essere e dalla natura della prestazione oggetto del contratto. Per cui, per escludere la competenza del "foro del consumatore" sancita dalla stessa disciplina (ex art. 33, lett. u) del Codice del Consumo), ha affermato il giudice, il professionista deve “fornire la prova che la diversa competenza sia stata negoziata in base a specifica trattativa e che da ciò non  derivi uno squilibrio significativo delle reciproche posizioni contrattuali”, come previsto dall'art. 34, 4° comma, Cod. Cons.

Non rilevando traccia in atti di alcuna trattativa individuale tra le parti in grado di escludere la vessatorietà della clausola, il Giudice di Pace ha pertanto dichiarato la propria incompetenza territoriale, nonché la conseguente nullità del decreto ingiuntivo opposto, per l'effetto revocandolo, assegnando alle parti il termine ex art. 50 c.p.c. per la riassunzione del processo dinanzi al giudice dichiarato competente. 

Vai al testo dell'ordinanza 9 maggio 2014 del GDP di Macerata
(24/09/2014 - Marina Crisafi)
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