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Il cyberbullismo: caratteristiche di un fenomeno dell'era digitale

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Di Laura Tirloni - Il cyberbullismo è una forma di violenza psicologica e di prevaricazione, attuata attraverso i social media, i blog, le chat e il web in generale. Si può manifestare attraverso una serie di atti che vanno dai pettegolezzi e discrediti diffusi on line, alle minacce e offese attraverso messaggi sul cellulare, via e-mail o attraverso il web, fino alla diffusione di post con informazioni, video e foto (reali o false), che risultino imbarazzanti per la vittima. Oppure, rubando l'identità o il profilo “social” del soggetto bersaglio, il bullo può diffondere materiale col preciso scopo di danneggiarne la reputazione.

Nel cyberbullismo, a differenza del bullismo tradizionale, il persecutore spesso si nasconde dietro l'anonimato (nick name o falsa identità) così da non essere facilmente identificabile. Il fatto che esista una barriera virtuale tra carnefice e vittima, fa sì che il bullo si senta ancora più potente e protetto dalle reazioni emotive “a caldo” della vittima, che sarebbero invece tangibili in un contesto reale. La barriera virtuale abbassa i freni morali e le inibizioni del bullo, e lo porta a considerare i propri atti alla stregua di “un gioco virtuale”.

Gli attacchi possono, inoltre, avvenire in qualsiasi momento del giorno e della notte, e invadere in modo pervasivo la privacy della vittima.

Tali comportamenti hanno di norma un forte impatto sull'equilibrio psichico del soggetto che ne è colpito, andando ad intaccarne pesantemente l'autostima e provocando sintomi di ansia e depressione. 

Vi possono essere anche ripercussioni sul rendimento scolastico, sull'ambito relazionale e lavorativo che possono condurre il soggetto a compiere atti estremi, come la cronaca purtroppo ci insegna.

Inoltre, gli individui colpiti da cyberbullismo, spesso si percepiscono come inadeguati e si vergognano, tendendo quindi a nascondere, agli occhi degli altri, gli episodi di cui sono bersaglio.

Come avviene per il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo sfocia spesso in atti illeciti sia sotto il profilo civilistico (anche il danno psichico è un danno risarcibile) sia sotto il profilo penale. Possono essere diverse le violazioni del Codice Penale: si va dalle minacce (512 c.p.) al reato di molestie (660 c.p., alle ingiurie (594 c.p.) alla diffamazione (595 c.p.) e persino al reato di lesioni personali (582 c.p.) nel caso in cui le ripetute vessazioni abbiano determinato anche un danno alla salute. 

Non bisogna quindi arrendersi quando si è vittime della prevaricazione e dei soprusi. Tramite il proprio avvocato è sempre possibile presentare una denuncia penale e, una volta individuato il responsabile,  valutare anche iniziative sotto il profilo civilistico.

Vale la pena segnalare che il Ministero dell'Istruzione ha istituito un numero verde anti bullismo (800 66 96 96) a cui ci si può rivolgere per ottenere assistenza da operatori specializzati.


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(13/06/2014 - Laura Tirloni)
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